Impugnazione del testamento olografo per incapacità di intendere e di volere





Mia zia,deceduta in febbraio 2011, mi ha lasciato in eredità un appartamento con testamento olografo redatto nel 1979.mia madre,sorella della zia pretende una quota dalla vendita di tale appartamento minacciando di impugnare il testamento motivandolo con l'incapacità di intendere e di volere della zia al momento della stesura.
mia madre vive in una casa di sua proprietà ma pagata nell'anno 2000 con un assegno(di cui posseggo copia) a favore dell'ex proprietario dal conto corrente di mia zia. Può rientrare questa donazione nell'eredita?
se si posso usarla come arma per dissuaderla dalle sue pretese ? grazie.



RISPOSTA



Le minacce della mamma sono giuridicamente infondate; come dimostrare, dinanzi al tribunale, che la zia, al momento della redazione del testamento, era incapace di intendere e di volere, se sul testamento, non sono scritte delle castronerie ??!!
Magari la mamma ha un certificato medico della zia, ove è scritto che la stessa era affetta da demenza senile. Al momento della redazione del testamento tuttavia, la zia potrebbe avere avuto un momento di lucidità …
Insomma, fornire la prova dell’incapacità di intendere e di volere della zia, al momento del testamento, è praticamente impossibile.

La casa di proprietà della mamma non può rientrare nell’asse ereditario della zia, per collazione, ai sensi dell’articolo 737 del codice civile

Capo II - Della collazione

Art. 737 del codice civile. Soggetti tenuti alla collazione.

I figli legittimi e naturali e i loro discendenti legittimi e naturali ed il coniuge che concorrono alla successione
devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione direttamente o indirettamente, salvo che il defunto non li abbia da ciò dispensati.
La dispensa da collazione non produce effetto se non nei limiti della quota disponibile.

Soltanto i figli, i discendenti (i nipoti, ossia i figli dei figli) ed il coniuge, conferiscono per collazione, all’asse ereditario, quanto ricevuto per donazione, direttamente o indirettamente, dal “de cuius”.

Tua madre non è una discendente della zia, quindi non è tenuta alla collazione.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.