Espropriazione terreno agricolo e indennità aggiuntiva per il coltivatore diretto





Buonasera. Espongo quì di seguito il caso di esproprio.
Trattasi dell'ampliamento della SS 640 Agrigento-Caltanissetta per opera dell'ANAS. Mio padre si  ritrova espropriati terreno e un fabbricato ed è proprio su quest'ultimo che ho dei dubbi sull'indennità che gli è stata proposta. In particolare il fabbricato in questione è un fabbricato agricolo di 43 m2 circa costruito nel 1942 e dove mio padre (con qualifica di coltivatore diretto) ha ancora la residenza. Gli è stata proposta una identità pari a 150 euro al m2. E' adeguata? So che se l'espropriato è coltivatore diretto e residente  dovrebbe essere molto di più. Quali sono i criteri?
Grazie per l'attenzione prestatami.
Spero in un vostro chiarimento.



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Hai perfettamente ragione: al proprietario coltivatore diretto o imprenditore agricolo a titolo principale, spetta un'indennità aggiuntiva, determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata. Procediamo con ordine.

Relativamente alla tua fattispecie, l’indennità di esproprio è pari al valore agricolo (del terreno e del fabbricato), tenendo conto delle colture effettivamente praticate sul fondo e del valore dei manufatti edilizi legittimamente realizzati, anche in relazione all’esercizio dell’attività agricola; tuo padre, coltivatore diretto, con residenza nel fabbricato, ha diritto anche ad un'indennità aggiuntiva, determinata in misura pari al valore agricolo medio corrispondente al tipo di coltura effettivamente praticata  

Il diritto delle espropriazioni è particolarmente complesso: vorrei pertanto segnalarti delle norme a cui è opportuno prestare attenzione, al fine di cautelarsi contro le “furbate” dell’ente pubblico espropriante:  

-il comma 5 dell'art. 20 del D.P.R. 327/2001 (L'accettazione dell'indennità provvisoria è irrevocabile)
-il comma 3 dell'art. 45 del D.P.R. 327/2001 (L'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde se la P.A. acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato).

Attenzione: l'accordo di cessione produce gli effetti del decreto di esproprio e non li perde, se l'acquirente non corrisponde la somma entro il termine concordato.

Ti consiglio pertanto, di non stipulare l’accordo di cessione, per evitare di precluderti la possibilità di ricorrere al TAR, contro la determinazione amministrativa relativa all’indennità d’esproprio.

Dopo aver accettato l'indennità offerta infatti, l'espropriato non può più " tornare indietro "; inoltre, se l'Amministrazione non paga l’indennità pattuita  (ovvero non paga nei tempi previsti o paga una somma inferiore a quella offerta e accettata),  l'espropriato non può far nulla, se non cercare di esigere il suo credito, con gli ordinari strumenti giuridici, messi a disposizione del creditore dalla legge (non è prevista la risoluzione dell’accordo di cessione, per inadempimento da parte della P.A.).  

Con la firma dell’atto di cessione ci si spoglia, inoltre, di ogni diritto sull’immobile e si diviene semplici creditori  della P.A., con tutto ciò che ne consegue, in termini di difficoltà nel recupero dei crediti verso gli Enti Pubblici.  

Prima di sottoscrivere un qualsiasi accordo con l'Amministrazione, si consiglia quindi di chiedere che l'indennità venga corrisposta alla sottoscrizione dell'accordo.
Si sconsiglia di effettuare l'accettazione firmando i pre-stampati che solitamente vengono inviati dall'Amministrazione; è opportuno invece, redigere un autonomo atto di accettazione, nel quale sarà possibile inserire liberamente clausole volte a garantirsi.  

Se l'espropriato "non si accorda" con la P.A. che procede all’esproprio, l'Amministrazione deve depositare le somme offerte e l'espropriato può incassarle in acconto.
Il diritto di incassare le somme offerte, soltanto in acconto, è previsto dall'art 26 comma 5 del T.U. DPR 327/2001 che qui di seguito si riporta:

"Qualora manchino diritti dei terzi sul bene, il proprietario può in qualunque momento percepire la somma depositata, con riserva di chiedere in sede giurisdizionale l'importo effettivamente spettante".

Spesso l'espropriato incassa più velocemente le indennità non accettate e non le indennità concordate con accordo di cessione, che invece, spesso vengono pagate con grande ritardo.

L'Amministrazione infatti,  deve necessariamente depositare le indennità non accettate, altrimenti il procedimento diventa illegittimo, mentre invece, se l'Amministrazione non paga le indennità concordate, il procedimento può continuare legittimamente (è paradossale, ma è proprio così !!!)

.   Tanto premesso, l’indennità offerta è davvero improponibile; non stipulare alcun accordo di cessione con l’ente pubblico espropriante ed incassa le somme offerte, esclusivamente come acconto.
Successivamente rivolgiti al tuo avvocato di fiducia, per ricorrere al Tar, contro i provvedimenti illegittimi della P.A. espropriante.
Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.