Diritti ereditari del convivente “more uxorio”.





Spett. Avvocato, le sottopongo questa situazione: mia suocera, ha avuto 2 figli dal primo matrimonio. Si è poi separata consensualmente e ha convissuto per 30 anni insieme ad un altro uomo. Da questa convivenza è nata mia moglie. Mia suocera è venuta a mancare e, come ho letto da molte parti, nella successione entrano: i due figli, mia moglie e il marito dal quale si era separata. Tutto ciò che mia suocera aveva, (beni immobili e denaro) li ha ricevuti in dono da mio suocero, infatti lei non lavorava...Possibile che a mio suocero non spetti nulla ma proprio nulla, e che i suoi sacrifici vengano goduti addirittura dal marito di mia suocera?



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L’ordinamento giuridico, attualmente, non prevede alcun diritto ereditario nei confronti del convivente “more uxorio” del “de cuius”. La questione giuridica del riconoscimento, per legge, della convivenza “more uxorio” e della possibilità per il convivente di essere tutelato, in maniera equipollente, rispetto alla precisa situazione di diritti e facoltà, facenti capo al coniuge, è da tanti anni discussa in Parlamento; tuttavia, non è stato emanato un solo provvedimento legislativo, in tal senso …

Tua suocera ha commesso due ingenuità imperdonabili:

1)                   non presentare ricorso per ottenere il divorzio dal marito, durante i trent’anni di convivenza con tuo suocero.
2)                   Non disporre con testamento, relativamente alla sua quota disponibile, a favore del convivente, consapevole del fatto che la sua unione di fatto non avrebbe avuto alcun rilievo giuridico, in sede di successione ereditaria.

Il divorzio avrebbe azzerato i diritto ereditari del marito, mentre con il testamento avrebbe tutelato la legittime aspettative ereditarie del convivente.

Tuo suocero inoltre, ha commesso un’altra grande ingenuità:

1)                   avrebbe dovuto intestare a sé medesimo, la nuda proprietà degli immobili, attribuendo alla sua convivente, soltanto il diritto di usufrutto vitalizio sugli immobili.
2)                   Alla morte della convivente, il diritto di usufrutto si sarebbe estinto e tuo suocero sarebbe tornato pieno proprietario degli immobili.
3)                   A nulla vale dimostrare che gli immobili sono stati donati direttamente, con donazione, ovvero indirettamente, con atto di vendita, da tuo suocero a tua suocera: se tuo suocero ha donato dei beni o del denaro, direttamente o indirettamente, non può più avere pretese sui beni a cui ha rinunciato, in precedenza, per spirito di liberalità. Non può tornare in possesso dei beni che ha donato, alla morte del donatario (ecco perché avrebbe dovuto donare soltanto il diritto di usufrutto sugli immobili …), essendo, tale prassi, non prevista dalla legge.

La situazione attualmente, per tuo suocero, è compromessa, in quanto non è più possibile agire giudizialmente, in quanto il padre di tua moglie non ha diritto da fare valere dinanzi al Tribunale, in quanto convivente “more uxorio”.
Il marito della signora ha diritto alla quota di legittima, ai sensi dell’articolo 585 del codice civile:

Articolo 585 del codice civile. Successione del coniuge separato.

Il coniuge cui non è stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato ha gli stessi diritti successori del coniuge non separato.
Nel caso in cui al coniuge sia stata addebitata la separazione con sentenza passata in giudicato, si applicano le disposizioni del secondo comma dell'articolo 548.


In considerazione della suddetta norma, il coniuge a cui non è stata addebitata la separazione ha gli stessi diritti successori del non separato.
Il coniuge a cui è stata addebitata la separazione invece, non ha diritto ad una quota ereditaria, ma soltanto a un assegno vitalizio, se godeva degli alimenti a carico del defunto.
Poiché si è trattata di una separazione consensuale e non di una separazione giudiziale con addebito della colpa ad un coniuge, il marito di tua suocera ha diritto alla quota di legittima, calcolata sull’asse ereditario del “de cuius”.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.