Diritto allo straordinario e mansioni del lavoratore





Egr. Sig.ri;

Attualmente sono project manager in un’azienda meccanica e per motivi dovuti alla mia mansione svolgo sporadicamente viaggi di 2 gg all’estero. Di questi viaggi mi viene pagato il vitto e l’alloggio ma non mi viene riconosciuto nessun tipo di straordinario, mi vengono conteggiate 8 ore di lavoro normali. Vorrei sapere se è giusto o meno, ho letto sul CCNL che in teoria dovrebbero essere pagati ma vorrei avere conferma.
Un altro quesito è quello del mio livello attuale. Abitualmente gestisco commesse più o meno complesse decidendo in autonomia le soluzioni da adottare e interfacciandomi col mio responsabile per eventuali consulenze tecniche e sono inquadrato come responsabile di progetto. Poco tempo fa ho chiesto di essere inquadrato al 6° livello e non al 5° attuale ma vanamente in quanto mi è stato detto che dovevo essere responsabile almeno di una persona sotto di me (secondo me una scusa). Ora gestisco un disegnatore e vorrei sapere se vi è la possibilità di richiederlo. Certo di una Vs. risposta nel più breve tempo porgo distinti saluti.



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La risposta ai tuoi quesiti è positiva e favorevole, in entrambi i casi.

La risposta al quesito relativo allo straordinario, è scontata, alla luce della chiarezza della relativa disposizione contenuta nel CCNL; inoltre, ragioni di equità e di uguaglianza di trattamento dei lavoratori, impedirebbero un differente trattamento economico, tra i dipendenti che svolgono il loro lavoro, effettuando missioni all’estero, ed i lavoratori subordinati che svolgono lo straordinario, in Italia.

Un ora è formata da sessanta minuti in tutto il mondo, quindi se svolgi le tue mansioni per un periodo di tempo superiore al tuo profilo orario giornaliero, avrai diritto allo straordinario, anche se stai lavorando all’estero, senza ombra di dubbio.

Se avessi la possibilità di dimostrare lo straordinario svolto fino ad ora, all’estero, durante le missioni (ad esempio con i cartellini marca-tempo), potresti citare dinanzi al giudice del lavoro, il tuo datore, per farlo condannare al pagamento degli emolumenti che, illegittimamente, non ti sono stati corrisposti.  

Per quanto riguarda la tua seconda domanda, esaminiamo insieme l’articolo 2103 del codice civile:

Articolo 2103 Mansioni del lavoratore

Il prestatore di lavoro deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte, senza alcuna diminuzione della retribuzione. Nel caso di assegnazione a mansioni superiori il prestatore ha diritto al trattamento corrispondente all'attività svolta, e l'assegnazione stessa diviene definitiva, ove la medesima non abbia avuto luogo per sostituzione di lavoratore assente con diritto alla conservazione del posto, dopo un periodo fissato dai contratti collettivi, e comunque non superiore a tre mesi. Egli non può essere trasferito da una unità produttiva ad una altra se non per comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive. Ogni patto contrario è nullo.

In questo momento, stai svolgendo le mansioni proprie di un dipendente inquadrato al sesto livello, potendo coordinare l’attività di un tuo collaboratore. Svolgi queste mansioni da più di tre mesi ??!!
Dopo tre mesi infatti, avrai diritto di essere inquadrato al sesto livello economico e, in caso di illegittimo diniego da parte dell’azienda, avrai diritto di ricorrere al Tribunale del lavoro, per vedere condannato il tuo datore all’adempimento dell’obbligo, previsto dall’articolo 2103 del codice civile. Il giudice monocratico ti inquadrerà d’ufficio al sesto livello, riconoscendoti la relativa retribuzione (più alta di quella che percepisci attualmente), sin dal giorno in cui hai iniziato ad essere responsabile di un tuo collaboratore.
Per ricorrere al Tribunale del lavoro, è necessaria l’assistenza di un avvocato.
Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.
Cordiali saluti.