Concorso nel reato di peculato dell'amministratore di sostegno o imputazione per appropriazione indebita: conoscibilità della qualifica di pubblico ufficiale
TRACCIA:
Tizio è stato nominato dal Tribunale amministratore di sostegno di Sempronio e, in tale veste, custodisce anche talune pietre preziose, di proprietà dello stesso Sempronio, del valore di decine di migliaia di euro.
Un giorno Tizio propone all’amica Caia di trascorrere con lui una vacanza alle Maldive e le rappresenta che, per pagare il viaggio, intende utilizzare il ricavato della vendita di alcune pietre preziose, anni prima affidategli in custodia da un suo zio statunitense ricchissimo, che – dice Tizio ridendo – nemmeno si ricorderà di possederle e di averle date in custodia al nipote.
Tizio chiede a Caia di aiutarlo nella vendita e le consegna due diamanti che la stessa Caia vende a un gioielliere, ricavando la somma 10.000 euro, necessaria per pagare il viaggio alle Maldive.
Il viaggio effettivamente si svolge e viene pagato con quei fondi.
Al rientro, tuttavia, Caia viene a sapere che Tizio è amministratore di sostegno di Sempronio e che di quest’ultimo erano i preziosi che ella ha ricevuto da Tizio e venduto.
Impaurita si reca da un legale e chiede quali siano i rischi corsi da lei e dall’amico Tizio.
Assunte le vesti del legale, risponda il candidato alla domanda posta dalla cliente Caia.
SVOLGIMENTO:
In riferimento alla condotta posta in essere da Tizio, dobbiamo evidenziare innanzitutto la qualificazione giuridica dell’amministratore di sostegno come pubblico ufficiale, chiarita con la sentenza della Cassazione n. 50754 del 2014.
Stante la qualificazione di pubblico ufficiale, Tizio ha commesso il più grave reato di peculato (reato proprio commesso in quanto pubblico ufficiale) e non il reato di appropriazione indebita.
Secondo l'articolo 314 del codice penale, commette il reato di peculato, il pubblico ufficiale …che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropri. Il peculato è punito con la reclusione da quattro a dieci anni e sei mesi.
La fattispecie più tipica di peculato dell'amministratore di sostegno è l'appropriazione di denaro, tramite l'effettuazione di un pagamento, per esempio a mezzo bonifico a suo favore, dal conto corrente del beneficiario, in assenza di un accertato interesse del medesimo.
Nel momento in cui Tizio racconta a Caia di avere ricevuto le pietre preziose dallo zio ricco americano, pianificando la successiva vendita per ottenere un profitto ingiusto che gli consentirà di andare in vacanza insieme alla sua amica, nasconde a Caia il suo status di pubblico ufficiale e pertanto Caia è consapevole della provenienza illecita delle pietre preziose, tuttavia non sa che Tizio sta commettendo il reato di peculato in quanto amministratore di sostegno di Sempronio, anziché il meno grave reato di appropriazione indebita.
Veniamo al punto fondamentale del presente parere.
Caia risponde in concorso con Tizio ai sensi degli articoli 110 e seguenti del codice penale (per il reato di peculato) oppure risponde per il reato di ricettazione, in ragione del reato presupposto commesso da Tizio?
Oppure risponde per appropriazione indebita, non conoscendo e non potendo conoscere la qualifica di pubblico ufficiale di Tizio? La risposta corretta è l'ultima, in ragione del seguente orientamento giurisprudenziale.
Qual è la differenza tra concorso nel reato e ricettazione? Dipende ovviamente dal ruolo e dalle azioni di ogni individuo. Il concorso si configura nell'ipotesi in cui più persone agiscono insieme per la commissione di un reato, contribuendo attivamente alla sua realizzazione. La ricettazione è un reato previsto dall'art. 648 del codice penale, che si compie acquistando, ricevendo o occultando beni provenienti da un delitto, oppure intromettendosi nel farli acquistare, ricevere od occultare, ma commesso da una persona che non ha partecipato al reato presupposto.
In questo caso, Tizio e Caia hanno contribuito insieme dall'inizio per la commissione del reato, sin dalla fase della sua ideazione. In riferimento alla condotta di Caia, dobbiamo fare riferimento all'articolo 117 del codice penale: “Se, per le condizioni o le qualità personali del colpevole, o per i rapporti fra il colpevole e l'offeso, muta il titolo del reato per taluno di coloro che vi sono concorsi, anche gli altri rispondono dello stesso reato. Nondimeno, se questo è più grave, il giudice può, rispetto a coloro per i quali non sussistono le condizioni, le qualità o i rapporti predetti, diminuire la pena”.
Il tema principale della presente consulenza è pertanto quello del concorso nel reato proprio ex art. 117 c.p. e conoscibilità della qualifica soggettiva dell’intraneus (Tizio) (Cassazione penale Sezione VI, 7 giugno 2019, n. 25390).
Secondo la suddetta sentenza della Cassazione penale, ai fini dell’applicabilità dell’art. 117 c.p., che disciplina il mutamento del titolo di reato per taluno dei concorrenti, è necessaria, per l’estensione del titolo di reato proprio al concorrente extraneus (Caia), la conoscibilità della qualifica soggettiva del concorrente intraneus.
Caia non conosce la qualifica di amministratore di sostegno di Tizio, è in buona fede in riferimento a questo aspetto, non avrebbe nemmeno potuto conoscere questa qualifica applicando i parametri del modello generale del buon padre di famiglia.
Caia non risponderà del reato di concorso in peculato, ma del reato meno grave di appropriazione indebita.
Secondo la sentenza n. 25390/19 della Sesta Sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, la responsabilità di Caia non può prescindere dalla conoscenza della qualifica soggettiva di Tizio (pubblico ufficiale ed amministratore di sostegno), trattandosi di consapevolezza circa la sussistenza di un elemento che concorre a delineare il disvalore del reato.
Chi commette il reato di appropriazione indebita ai sensi dell'articolo 646 del codice penale, è punito, a querela della persona offesa, con la reclusione da due a cinque anni e con la multa da euro 1.000 a euro 3.000.
A disposizione per tutti i chiarimenti del caso.
Cordiali saluti.
Fonti:
- Art. 110, 117, 646, 648, 314 del codice penale

