Assistenza in concessionaria senza ispezione veicolo





Vorrei avere un consiglio su un fatto recentemente capitato a mio cognato di cui aspettiamo ancora gli sviluppi. Mio cognato si recò presso una concessionaria automobilistica (a cui fa riferimento da molti anni per ovvie ragioni di garanzia) per un problema alla propria autovettura. In termini più specifici la chiave di avviamento non poteva più essere estratta dal cruscotto. L'operatrice addetta all'assistenza in questa concessionaria elabora la problematica e fornisce un preventivo di € 800. A mio cognato viene richiesta una caparra di € 300 per l'ordine del pezzo di ricambio.

 

RISPOSTA

 

Tuo cognato ha firmato un contratto relativo all'acquisto del pezzo di ricambio?
Ha incaricato per iscritto la concessionaria di ordinare il pezzo di ricambio?
La caparra … più che una caparra, mi sembra un acconto … è stata fatturata?
Oppure è stato fatto tutto in modo assolutamente informale?
Vorrei capire quale documentazione probatoria potrebbe utilizzare la concessionaria, contro tuo cognato, in caso di processo civile dinanzi al giudice di pace.



Tornando a casa volle guardare in internet e controllare se ci fossero informazioni al problema specifico e cioè sul problema dell'estrazione chiave. Il problema risulta contemplato da internet ed anche la soluzione che prevede l'utilizzo di lubrificante.

 

RISPOSTA

 

Questo riscontro lo avrebbe dovuto fornire il servizio manutenzione della concessionaria.
Nelle condizioni della garanzia sottoscritte al momento dell'acquisto dell'auto, sarà stato indicato l'obbligo contrattuale da parte della concessionaria, di effettuare un servizio di ispezione in caso di guasto, finalizzato a comprendere le cause del problema nonché tutte le soluzioni … anche le soluzioni più favorevoli per il cliente garantito.
Quando il cliente si rivolge ad un concessionario dotato di officina meccanica, lo fa per chiedere innanzitutto un autorevole e competente servizio di ispezione! La manutenzione consiste prima di tutto nel servizio ispezione, al fine di rappresentare problematiche e gamma delle soluzioni; in seconda battuta, la concessionaria provvederà all'ordinazione del pezzo di ricambio.



Mio cognato risolve in modo autonomo il problema e decide allora di contattare la concessionaria per chiedere la restituzione della caparra e fermare la fornitura del pezzo di ricambio.
La concessionaria risponde che ciò non è possibile dal momento che loro non se ne fanno nulla del pezzo di ricambio e che sebbene sembrasse risolto il problema si ripresenterà di sicuro, tanto vale sostituire il pezzo.

 

RISPOSTA

 

Il pezzo di ricambio potrebbe essere tranquillamente rispedito alla casa madre. Mi sembra una balla pretestuosa!
Nell'ipotesi più sfavorevole per il cliente, la concessionaria potrebbe chiedergli il costo della spedizione e della rispedizione alla casa madre del pezzo di ricambio … non un solo euro in più!



Mio cognato non d'accordo con la risposta espone le proprie proteste sul comportamento dell'assistenza tecnica la quale, a suo avviso, prima di fornire il preventivo di 800 € poteva e doveva procedere con un'azione di normale manutenzione come lui stesso ha fatto.

 

RISPOSTA

 

Un servizio di ispezione!
Un preventivo servizio di ispezione!
Quando ci si reca al concessionario per un regolare tagliando, la concessionaria indica in fattura innanzitutto il costo del servizio ispezione propedeutico all'assistenza tecnica.



Sempre parlando con la concessionaria in relazione all'eventualità del problema che si ripresenterà di sicuro, mio cognato comunica che solo da quel momento provvederà alla sostituzione del pezzo di ricambio cioè solo quando si ripresenterà il problema.

 

RISPOSTA

 

Non ci sarebbe alcun motivo di cambiare, adesso, un pezzo dell'auto perfettamente funzionante.



Prima che mio cognato decida di passare a vie legali cosa si potrebbe fare per evitare di pagare un intervento di riparazione che a questo punto sembrerebbe superfluo?
Grazie e distinti saluti.

 

RISPOSTA

 

Tuo cognato, previa diffida scritta, dovrebbe agire in giudizio con atto di citazione al giudice di pace per chiedere il rimborso dell'acconto pari a 300 euro. Trattandosi di una causa civile inferiore al valore di 1.100 euro, non è necessaria l'assistenza di un avvocato.
Ai sensi dell'articolo 82 comma 1 del codice di procedura civile, le parti possono stare in giudizio personalmente, nelle cause davanti al giudice di pace, il cui valore non superi la somma di euro 1.100,00.
A disposizione per chiarimenti.
Cordiali saluti.

Fonti: