Diritto di abitazione del coniuge superstite





Mio padre e mia madre comprarono un appartamento in comunione dei beni.
Mia madre è deceduta quando ancora io e mio fratello eravamo minorenni (oggi siamo entrambi maggiorenni). Mio padre si è poi sposato nuovamente. Attualmente nella casa risiedono mio fratello, mio padre e l'attuale moglie di mio padre. Io risiedo invece altrove.
Le mie domande sono le seguenti: 1. Alla morte di mio padre, la sua seconda moglie avrà l'usufrutto sulla casa, è corretto?

RISPOSTA

Sì, ai sensi dell'articolo 540 II comma del codice civile.
Si parla tuttavia di diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni, ovviamente nei limiti della quota di proprietà del coniuge defunto (tuo padre, comproprietario al 50%).

Art. 540 del codice civile - Riserva a favore del coniuge
A favore del coniuge è riservata la metà del patrimonio dell'altro coniuge, salve le disposizioni dell'articolo 542 per il caso di concorso con i figli.
Al coniuge, anche quando concorra con altri chiamati, sono riservati i diritti di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano, se di proprietà del defunto o comuni. Tali diritti gravano sulla porzione disponibile e, qualora questa non sia sufficiente, per il rimanente sulla quota di riserva del coniuge ed eventualmente sulla quota riservata ai figli.



Alla morte di mio padre, mio fratello potrà continuare a risiedere nella stessa casa o sarà costretto a cambiare residenza?

RISPOSTA

Tuo fratello, esattamente come te, è proprietario della quota ereditata dalla mamma, pari a 1/3 del 50% dell'appartamento. Pieno proprietario di una quota di comproprietà.

Art. 581 del codice civile- Concorso del coniuge con i figli.
Quando con il coniuge concorrono figli, il coniuge ha diritto alla metà dell'eredità, se alla successione concorre un solo figlio, e ad un terzo negli altri casi

Tuo fratello ha diritto di servirsi dell'immobile in comunione, ai sensi dell'articolo 1102 I comma del codice civile.

Art. 1102 del codice civile - Uso della cosa comune.
Ciascun partecipante può servirsi della cosa comune, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto. A tal fine può apportare a proprie spese le modificazioni necessarie per il miglior godimento della cosa.



Alla morte di mio padre, potrò io usufruire della casa, anche saltuariamente, sebbene io sia residente altrove?

RISPOSTA

La residenza non attribuisce alcun diritto ereditario ovvero diritto reale sull'immobile ai figli del "de cuius".
Essendo tu comproprietaria dell'immobile, avrai diritto di servirti anche saltuariamente dell'appartamento in comune, ai sensi dell'articolo 1102 del codice civile.



Vorrei che fosse garantita almeno a mio fratello la possibilità di mantenere la residenza e abitare nell'appartamento, anche dopo la morte di mio padre. Può suggerirmi delle soluzioni in tal senso?

RISPOSTA

E' garantita, in quanto tuo fratello ha ereditato una quota dell'immobile da sua madre, esattamente come te.



Alla morte di mio padre, io sarò tenuta a contribuire alle spese della casa (tasse, lavori di manutenzione) sebbene io sia residente altrove? Grazie, Saluti.

RISPOSTA

Certamente sì.
Sarai tenuta a contribuire alla manutenzione straordinaria dell'immobile, in quanto comproprietaria dello stesso.
Non sarai tenuta a contribuire alla manutenzione ordinaria dell'immobile ed alle spese collegate alle varie utenze, giacché non utilizzi stabilmente l'immobile, nè risiedi all'interno dello stesso. Saranno dovute le imposte sulla proprietà dell'immobile, “pro quota”; non sarà dovuta invece la TARI, ossia la tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani, giacché non risiedi all'interno dell'immobile in questione.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: