Legge Cirinnà differenze tra il matrimonio, l'unione civile ed il contratto di convivenza





Avrei bisogno di capire bene le differenze tra matrimonio e convivenza, perché ho alcuni dubbi e non riesco a trovare risposte certe e definitive.

RISPOSTA



Consiglio di formulare la domanda in modo più preciso e puntuale, al fine di ottenere una risposta certa e definitiva. Cosa dobbiamo intendere per convivenza?

Opzione A: una semplice convivenza di fatto. Due persone, siano esse eterosessuali oppure omosessuali, si amano e prendono la residenza insieme … punto!

Opzione B: Unione civile omosessuali. L’unione si costituisce nel momento in cui i due coniugi presentano una dichiarazione all’ufficiale di Stato Civile alla presenza di due testimoni. Essa è regolata dall'art 1, commi 1-35, della Legge 20 maggio 2016, n. 76 (cosiddetta legge Cirinnà),

Opzione C: contratto di convivenza. I conviventi, omosessuali ovvero eterosessuali, per regolamentare i loro rapporti patrimoniali, devono firmare un contratto di convivenza predisposto da un avvocato o da un notaio all’interno del quale indicare le proprie decisioni sulla materia. Il professionista avrà dieci giorni di tempo dalla stipula del documento per procedere all’iscrizione dello stesso all’anagrafe di residenza dei conviventi. Nel contratto di convivenza è possibile prevedere particolari clausole di carattere patrimoniale, in caso di separazione dei due partner.

Modello di contratto di convivenza

Cosa intendi per convivenza? Escludiamo l'unione civile omosessuale.

Diciamo che sono tratti essenziali del matrimonio e soltanto del matrimonio:
-l'obbligo di fedeltà di cui all'articolo 143 II e III comma del codice civile (anche se nel contratto di convivenza si può parlare di obbligo di rispetto reciproco …): “dal matrimonio deriva l'obbligo reciproco alla fedeltà, all'assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell'interesse della famiglia e alla coabitazione. Entrambi i coniugi sono tenuti, ciascuno in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro professionale o casalingo, a contribuire ai bisogni della famiglia”.
-il diritto alla quota di legittima in caso di morte del coniuge ed il diritto di abitazione in capo al coniuge superstite
-il diritto di ereditare una porzione dell'asse ereditario del coniuge, in caso di successione senza testamento
-la separazione ed il divorzio, sia in caso di separazione-divorzio breve dinanzi al Sindaco (ufficiale di stato civile), sia in caso di procedimento consensuale o giudiziale dinanzi al tribunale civile. -assegno di mantenimento ovvero l'assegno alimentare, in caso di separazione, parametrato al tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio
-assegno divorzile parametrato non tanto al tenore di vita tenuto in costanza di matrimonio, ma alla possibilità di produrre reddito del coniuge economicamente debole.

I figli?
La differenza tra figlio legittimo e figlio naturale non è più prevista dall'ordinamento civilistico, come stabilito dalla legge 10 dicembre 2012 n. 219 “Disciplina in materia di figli naturali” che eguaglia i diritti dei figli naturali a quelli dei legittimi, ovvero nati all'interno del matrimonio.



Soprattutto per quanto riguarda i figli e in caso di malattia/morte di uno dei genitori.

RISPOSTA



Per quanto riguarda il rapporto genitori-figli … non cambia assolutamente nulla! A patto che il figlio nato fuori dal matrimonio sia riconosciuto da entrambi.
Non c'è alcuna differenza tra figlio legittimo e figlio naturale.

L'obbligo di mantenere il figlio, di educarlo, di iscriverlo a scuola etc etc ... sussiste a prescindere dal matrimonio. Esattamente come prescindono dal matrimonio dei genitori, i diritti di carattere ereditario, sia in caso di successione testamentaria che in caso di successione per legge.



Quali diritti hanno i figli e l'altro genitore. Anche per successioni ed eredità Vorrei avere chiara la situazione

RISPOSTA



Intendi i figli nati da una precedente relazione di uno dei due partner!

Nessun diritto alla quota di legittima e nessuno diritto successorio in caso di successione in assenza di testamento.
Facciamo un esempio però.

Tizio sposa Caia che ha già un figlio da una precedente relazione: Mevio.
Mevio non ha nessun diritto ereditario nei confronti di Tizio.
Questo non toglie che Tizio possa anche lasciare dei beni al figliastro, con testamento.
Tizio ha l'obbligo di lasciare la quota di legittima alla moglie Caia.
Tizio muore e lascia la sua abitazione a Caia, erede universale.
Caia muore e lascia l'abitazione ereditata da Tizio, al figlio Mevio.
Questo non vuol dire che Mevio è un erede di Tizio, né che Mevio ha diritto di succedere direttamente a Tizio!

Ho fornito tante consulenze di questo tenore … ed il passaggio poco chiaro è sempre lo stesso … Il figliastro può ereditare i beni del patrigno, se questi beni sono stati ereditati precedentemente da sua madre.
Questo non significa che il figliastro avanza diritti ereditari nei confronti direttamente del patrigno.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: