Rappresentazione ereditaria, il soggetto chiamato all'eredità non deve essere direttamente il nipote del de cuius





Buongiorno, è da poco morta una mia anziana prozia e non ha lasciato testamento. In particolare la zia era vedova e non aveva figli. Aveva tre sorelle tutte decedute. Attualmente sono in vita due figlie di due sorelle diverse. Mia madre è deceduta tre anni fa ed era figlia di una sorella.
Io ho diritto a ereditare in rappresentanza di mia madre che a sua volta avrebbe rappresentato mia nonna?
Cioè il primo rappresentato è mia nonna in quanto sorella del de cuius, successivamente mia madre sarebbe stata rappresentante di mia nonna e io ora sono rappresentante di mia madre e quindi mi spetterebbe una parte di eredità; è corretto?
Grazie e buona giornata.

 

RISPOSTA



Confermo quello che hai scritto in quanto è corretto e conforme alla disciplina del codice civile oltre che alla giurisprudenza consolidata. La presente consulenza prende le mosse dal dato normativo, ossia dagli articoli del codice civile (articolo 468 e 469 del codice civile):

“La rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonche' dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto. I discendenti possono succedere per rappresentazione anche se hanno rinunziato all'eredita' della persona in luogo della quale subentrano, o sono incapaci o indegni di succedere rispetto a questa. La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe. La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicita' di stirpe. Quando vi e' rappresentazione, la divisione si fa per stirpi”.

L'istituto della rappresentazione ex art. 468 del codice civile si applica, in linea collaterale, nel caso in cui il chiamato all'eredità che non possa o non voglia accettare sia il fratello o sorella del "de cuius".
Se il chiamato all'eredità che non possa accettarla, è la sorella del “de cuius”, la rappresentazione avrà luogo all'infinito, come nel tuo caso!

La giurisprudenza discute invece in merito all'applicazione delle norme sulla rappresentazione, nel caso in cui il soggetto chiamato all'eredità che non possa o non voglia accettare, sia direttamente il nipote del “de cuius”, in linea diretta oppure in linea collaterale; la giurisprudenza maggioritaria ritiene che non debba applicarsi la rappresentazione in casi come quello del periodo precedente.

Ad ogni modo, il caso in questione non ha nulla a che vedere con la precedente diatriba giurisprudenziale. Il caso in questione è una fattispecie, come dire … pacifica e consolidata in base alle norme del codice civile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti:

Vuoi chiedere una consulenza online ai nostri Avvocati?

richiedi consulenza

parerelegalegratis.it pubblica centinaia di consulenze legali e articoli di approfondimento

cerca