Successione dei beni mobili non indicati nel testamento





Quesito ereditario.
Mio nonno ( deceduto nel marzo 2016) ha suddiviso  l'eredità degli immobili tramite testamento olografo. Il problema è inerente ai beni mobili in particolare al mobilio risalente alla mia  bisnonna.
I tre eredi (incluso mio padre) hanno deciso arbitrariamente  di attribuire uno di essi a mia cugina senza ne suddividerne il valore e  ne destinare gli altri mobili tra la mia famiglia e quella di mia zia  (solo mio padre e mia zia hanno figli).
Visto che è un pezzo di  incredibile valore, mi domando se non ci sia modo di ostacolare questo  trasferimento che a parer loro sarebbe la volontà di mia nonna ( ma non esiste testamento sui beni mobili).
Il valore dei restanti mobili è inferiore e molto meno importanti. Per cui visto che anche mio padre mi si oppone vorrei sapere se ce un modo per far si che ci sia un terzo  super parte ad assegnare in quote questi mobili( o qualsiasi istituto legale).
Grazie.



RISPOSTA



Premesso che ai sensi dell'articolo 734 del codice civile, secondo comma, i beni non indicati nel testamento devono essere attribuiti secondo le norme sulla successione legittima, ossia secondo le norme relative alla successione per legge, in assenza di testamento.

Art. 734 del codice civile. Divisione fatta dal testatore.

Il testatore può dividere i suoi beni tra gli eredi comprendendo nella divisione anche la parte non disponibile.
Se nella divisione fatta dal testatore non sono compresi tutti i beni lasciati al tempo della morte, i beni in essa non compresi sono attribuiti conformemente alla legge, se non risulta una diversa volontà del testatore.


Nel caso “de quo”, le norme sulla successione legittima, prevedono che i beni non indicati in testamento debbano essere suddivisi in parti eguali tra i due figli.

Art. 566 del codice civile. Successione dei figli.
Al padre ed alla madre succedono i figli, in parti uguali.


I coeredi, tuttavia, possono decidere, nel rispetto di una presunta volontà del testatore, di procedere ad una divisione dei beni mobili non indicati in testamento, differente da quella che avrebbero dovuto realizzare ai sensi dell'articolo 566 del codice civile. Sono assolutamente liberi di farlo e nessun terzo ha titolo per impugnare tale decisione dinanzi al tribunale civile.

Per proporre una domanda dinanzi al tribunale civile, ai sensi dell'articolo 100 del codice di procedura civile, occorre avere un interesse personale, concreto, giuridico, attuale, nel senso che il soggetto che si rivolge al giudice deve perseguire un risultato vantaggioso che lo riguardi “direttamente”.

“Per proporre una domanda o per contraddire alla stessa è necessario avervi interesse”.

Tanto premesso, la divisione ereditaria dei beni mobili non compresi nel testamento, sebbene non rispetti le quote di cui alla norma predetta, non potrebbe essere impugnata da un terzo, stante l'accordo di tutti i coeredi.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.