Incompatibilità tra impiego statale e attività extraprofessionale del docente





Buongiorno,
sono un insegnante di XXXXXX, dipendente statale di ruolo, con contratto part-time (2/3 d'orario) e desidererei:

1) vendere il brevetto (o cedere i diritti di utilizzazione economica) di mie "opere d'ingegno creativo" (pattern per: carte da parati, tessuti, quadri, ecc.) ad un'azienda;
2) produrre /commercializzare un gioco da tavolo da me inventato.

Ho letto alcuni articoli che trattano l'argomento "incompatibilità tra impiego statale e attività extraprofessionale", ma non avendo inquadrato chiaramente se queste attività (o semplici compensi, nel caso di sola cessione di brevetto/diritti d'autore) rientrino nel lavoro autonomo professionale o occasionale e nel commercio, vorrei chiedervi un parere su come poter agire correttamente a norme di legge (sempre che sia possibile) e in particolar modo sapere se:

a) sia esentato dall'obbligo di apertura di P. IVA come ditta individuale (non si capisce se i miei disegni, pur appartenendo alle arti figurative, facciano eccezione in riferimento all'articolo 2575 del Codice Civile sulla cessione di diritti d'autore e proventi da opere d'ingegno) e se

b) sia obbligato a richiedere autorizzazione (o produrre semplice comunicazione scritta) alla scuola di appartenenza.

Attendo e-mail di preventivo per le risposte.

Grazie.
Cordiali saluti.



RISPOSTA



La disciplina più specifica, relativa alle incompatibilità del personale docente, è contenuta essenzialmente nell’art. 508 del D. Lgs. 297/94 (che il D.Lgs n. 165/01 richiama) e nell’art. 33 del Ccnl 2003. Quali sono le caratteristiche delle attività esercitabili dal dipendente pubblico della scuola ?

la temporaneità e l'occasionalità dell'incarico. Sono autorizzabili le attività esercitate sporadicamente ed occasionalmente, anche se eseguite periodicamente e retribuite, qualora per l’aspetto quantitativo e per la mancanza di abitualità, non diano luogo ad interferenze con l’impiego;

non conflitto con gli interessi dell’amministrazione e con il principio del buon andamento della pubblica amministrazione;

la compatibilità dell'impegno lavorativo derivante dall'incarico con l'attività lavorativa di servizio cui il dipendente è addetto tale da non pregiudicarne il regolare svolgimento. L’attività deve essere svolta al di fuori dell’orario di servizio.

Tanto premesso, rispondo alle tue domande.

a)Ai sensi dell'articolo 53 comma 6 del testo unico pubblico impiego (d.lgs 163 del 2001), la cessione dei diritti relativi alle opere dell'ingegno è esente da autorizzazione del datore di lavoro pubblico, ma deve essere semplicemente comunicata al proprio dirigente che potrebbe inibire tale attività, laddove la considerasse in conflitto di interessi con il lavoro di docente (ma non è questo il tuo caso).

Questione partita IVA.
Non confondiamo l'aspetto fiscale con le norme in materia di pubblico impiego.
E' obbligatorio aprire la partita IVA, in caso di attività esercitata professionalmente e con continuità. E' chiaro che laddove cedessi i diritti di “un disegno al mese”, potresti limitarti ad emettere notula con ritenuta di acconto del 20%, senza aprire partita IVA e senza emettere fattura.
Il discrimen non è tanto l'articolo 2575 del Codice Civile, quanto l'abitualità e la professionalità con cui eserciti la tua attività. Ad ogni modo, circa gli aspetti fiscali della tua attività, non si tratta di aspetti di competenza del tuo dirigente. Per completezza espositiva, posso confermarti che nel tuo caso possiamo parlare di opere dell'ingegno; a mio parere prevale il talento espressivo, rispetto all'abilità tecnica.

b)semplice comunicazione scritta, ai sensi dell'articolo 53 comma 6 del d.lgs 163 del 2001; non è necessaria l'autorizzazione, ma il dirigente può inibire l'attività in caso di conflitto di interessi con il datore di lavoro pubblico.

c)Il commercio del gioco da tavolo ?
Leggiamo il comma 10 dell'articolo 508 del d.lgs 297 del 1994.

10. Il personale di cui al presente titolo (docente) non può esercitare attività commerciale, industriale e professionale, ne può assumere o mantenere impieghi alle dipendenze di privati o accettare cariche in società costituite a fine di lucro, tranne che si tratti di cariche in società od enti per i quali la nomina è riservata allo Stato e sia intervenuta l'autorizzazione del Ministero della pubblica istruzione.

Nel caso in cui dovessi decidere di intraprendere un'attività commerciale, ti consiglio di intestarla a tua moglie ovvero a persona di fiducia, ovvero di costituire una SRL con almeno due soci, società in cui tu risulteresti soltanto socio di capitali, mentre l'altro socio risulterebbe amministratore unico.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.