Distanza minima tra abitazioni





Buongiorno,sono un privato, e Vi scrivo per avere consulenza e/o consigli di come procedere per poter effettuare eventuali lavori di manutenzione  ai muri dell'abitazione mia e di mia moglie, con usufrutto  di mia madre anziana, posti sul confine, dal quale ,il proprietario del fondo relativo ,costruì negli anni settanta un garage in lamiera biposto auto(10mt.circa di lunghezza,segue foto),poi successivamente condonato, a meno di un metro dal confine stesso.Dopo tanti anni essendo l'intercapedine che si e creata ,poco soggetta ad irradiazione e ventilazione,con conseguente ristagno eccessivo di umidità,(recentemente anche piante sono state messe a dimora per celare l'intercapedine,ove l'inquilino deposita a ridosso del muro stesso materiale vario,segue foto ,occludendo così maggiormente il passaggio d'aria)il muro presenta pietre staccate o mancanti alla sua base,oltre che all'intonaco da rifare .Io non sono un tecnico ,ma potrei effettuare parte del lavoro necessario,previa istruzione da parte di un professionista del settore ,però mi chiedo:essendo certamente una spesa non indifferente,non c'è un concorso  alle spese o risarcimento danni da parte del vicino che costruì il garage?potrebbe essere utile una perizia a confermare l'effettivo stato e la causa che ha creato la condizione di degrado attuale?



RISPOSTA



… ma quale condono !!!!
quella schifezza di garage in lamiera non può essere stata condonata ?! Premesso che

-Il Codice civile, all’art. 873, stabilisce che la distanza minima tra una costruzione e l’altra deve essere di tre metri. La norma è finalizzata ad evitare la formazione di intercapedini anguste che possono mettere a rischio la sicurezza delle persone e creare zone insalubri con scarso passaggio di aria e di luce e, quindi, potenzialmente nocive per la salute. Le costruzioni, però, possono essere unite o aderenti (ad esempio le ville a schiera o i condomini in città): anche in questo caso, infatti, si evita la formazione di intercapedini. Il Codice Civile, inoltre, stabilisce che i regolamenti locali possono stabilire una distanza maggiore di tre metri; generalmente i piani regolatori e i regolamenti edilizi comunali prevedono distanze maggiori rispetto a quella minima prevista dal Codice. È importante precisare che l’applicazione della distanza minima si applica solo se i fondi sono “finitimi”, cioè confinanti o contigui; quindi, ad esempio, se i fondi sono separati da una strada, la regola non si applica.

-Il rilascio del certificato di abitabilità di un fabbricato, conseguente al condono edilizio, ai sensi dell'art. 35 comma 20, della L. 47/1985, può legittimamente avvenire in deroga solo a norme regolamentari e non anche quando siano carenti condizioni di salubrità richieste invece da fonti normative di livello primario, in quanto la disciplina del condono edilizio, per il suo carattere di eccezionalità e derogatorio, non è suscettibile di interpretazioni estensive e, soprattutto, tali da incidere sul fondamentale principio della tutela della salute, con evidenti riflessi sul piano della legittimità costituzionale. E' quanto previsto dal Consiglio di Stato con la Sentenza n. 2620 del 03/05/2011.

Tanto premesso, se avesse eretto la schifezza in aderenza al confine, il garage sarebbe stato condonabile.
Ma averlo costruito a meno di tre metri, lasciano un intercapedine lesive delle condizioni igienico sanitarie, a causa ostativa alla concessione del condono.

Il condono non è stato mai concesso e … se è stato concesso, il funzionario che lo ha concesso deve finire in galera !!!

Ovviamente una perizia di un ingegnere confermerà quello che ti ho scritto ! Il mio consiglio è di segnalare l'abuso edilizio alla polizia municipale ed all'ufficio tecnico del tuo comune.
E' possibile agire in giudizio con ricorso al tribunale civile per chiedere l'abbattimento del garage.

e possibile chiedere la demolizione e l'arretramento del garage alle distanze previste dal codice ?oltre a questo nelle foto che allegherò ,sono rappresentati muri sul confine in pietra a vista di miei fabbricati ove, sempre l'inquilino del proprietario ha creato la sua rudimentale legnaia, togliendo anche a quest'ultimi la possibilità di accedervi per manutenzione e il diritto del muro di avere uno spazio di "respiro".Come posso procedere  in questo caso?

DEVE ESSERE ABBATTUTO.
NON PUO' AVERE OTTENUTO IL CONDONO, IN VIOLAZIONE DELLE NORME IGIENICO SANITARIE !!!
LO AFFERMA IL CONSIGLIO DI STATO !!!



Nell'ultima foto che allegherò viene rappresentato la mia area cortiliva (un pò incasinata al momento perchè stò effettuando lavori alla casa...)dove sul tratto della recinzione bassa (muretta e rete)che collega i miei due fabbricati con un muro  sul confine,sempre l'inquilino cerca di ostruire la veduta libera  che è sempre esistita con stratagemmi vari,prolunga di legnaia materiale oscurante,porta del garage quasi sempre aperta durante il giorno(tra l'altro apertura  è sta effettuata abusivamente al proposito...,l'entrata del garage era una sola ed era dall'altro lato al fronte strada).ho diritto in questo caso che venga ripristinata la libera veduta? ( non per fare il guardone...ma per fare circolare aria al cortile stesso che è chiuso da muri e si trova a nord).

in attesa di un Vs gentile riscontro e di un preventivo di consulenza..

ringrazio anticipatamente

cordiali saluti



RISPOSTA



Non essendoci una servitù negativa, ossia avendo tu diritto alla “veduta” libera, hai diritto di pretendere il ripristino della situazione anteriore all'ostruzione della veduta libera.
Salvo che nel rogito di acquisto della tua proprietà non sia indicata una servitù negativa che ti impedisce di avere la veduta libera.

Hai infine diritto di occupare la proprietà del vicino per eseguire i lavori, ai sensi della seguente norma del codice civile.

Art. 843 del codice civile. Accesso al fondo.

Il proprietario deve permettere l'accesso e il passaggio nel suo fondo, sempre che ne venga riconosciuta la necessità, al fine di costruire o riparare un muro o altra opera propria del vicino oppure comune.
Se l'accesso cagiona danno è dovuta un'adeguata indennità.


Se il danno arrecato al tuo muro è stato causato dal garage mai condonato dal tuo vicino, ovviamente trattandosi di danno ingiusto ai sensi dell'articolo 2043 del codice civile, il tuo vicino a tenuto a sopportare quanto meno al 50% le spese per la manutenzione straordinaria del muro.

A disposizione per chiarimenti.

PS il tuo vicino ti ha mai fatto esaminare il provvedimento di condono ?!

Cordiali saluti.