Mancato rispetto del termine tra un contratto a tempo determinato e l'altro contratto a termine





Buongiorno, vi scrivo in quanto una anno e mezzo fa ho lasciato la mia vecchia società dove lavoravo da circa 4 anni con contratto a tempo indeterminato, per andare in una nuova società e rimettermi in gioco con un contratto a termine. La stipula di questo contratto è avvenuta il 28/10/2013 con termine il 27/10/2014. Prima del suddetto termine sono stato convocato in sede dove nonostante le promesse che mi erano state fatte all'assunzione, non mi hanno voluto sottoscrivere un contratto a tempo indeterminato ma prorogato quello precedente con decorrenza il 28/10/2014 e termine assoluto il 27/10/2015. Ora ancora una volta mi hanno detto di non preoccuparmi in quanto il prossimo contratto sarà sicuramente a tempo indeterminato in virtù del fatto che stanno investendo sulla mia figura per formarmi e farmi acquisire la qualifica di istruttore ferroviario (attualmente sono un macchinista). Tale contratto però mi è stato detto che ricadrà all'interno delle tutele del Jobs act e questo mi ha lasciato un po' spiazzato.

Vorrei sapere se c'è una possibilità di ricadere nelle tutele del vecchio art. 18. (La mia società ha più di mille dipendenti) Ho letto che la legge prevede un tempo minimo tra il termine del primo contratto (a termine) e il nuovo (a termine), che se non viene rispettata automaticamente viene a considerarsi indeterminato. Resto in attesa di un vostro riscontro e porgo cordiali saluti.



RISPOSTA



Si tratta dell'articolo 5 comma 3 del decreto legislativo n. 368 del 2001 che prevede quanto segue:

“Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, ai sensi dell'articolo 1, entro un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato”.

Come puoi vedere sul sito normattiva, tale norma è ancora in vigore e le ultime modifiche sono state apportate nell'anno 2014, prima della proroga datata 28/10/2014.

http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legislativo:2001-09-06;368

Dopo la conversione in legge del d.l. n. 34/2014, che ha modificato il d.lgs. n. 368/2001, le principali novità in tema di contratti a tempo determinato nel settore privato sono state:
-l'abolizione delle causali giustificatrici dell'apposizione del termine e delle ragioni oggettive per la proroga,
-la previsione di una durata massima triennale del contratto,
-la possibilità di proroga fino a cinque volte nell'arco del triennio,
-la previsione di un limite massimo legale al numero complessivo di contratti a termine instaurati da ciascun datore di lavoro.

Tuttavia il comma 3 dell'articolo 5 è rimasto ed è ancora immutato.

Confermo la possibilità di ricorrere al tribunale del lavoro per eccepire la mancata “vacanza” tra un contratto a termine e l'altro, quindi il diritto ad un contratto a tempo indeterminato a far data dall'ottobre scorso.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.