Separazione coppia di fatto, tradimento convivente, affidamento condiviso figlio, ricorso al tribunale minorenni





La mia domanda é di carattere preliminare, sono fidanzato da 15 anni, convivo da 6 anni in un appartamento di sua proprietà regalato dai suoi genitori, abbiamo una figlia di 3 anni, abbiamo entrambi un lavoro normale, il suo a tempo determinato. Recentemente dopo alcuni cambiamenti nelle nostre abitudini, ho scoperto sorvegliandola che frequenta un'altra persona (collega di lavoro), lei ancora non sa della mia scoperta, le mie intenzioni sono di concludere il nostro rapporto che ormai é piatto da tempo. Siccome dovrò trovare un altra abitazione e trovare un accordo con lei sull'affidamento del figlio, vi chiedo se prima di interrompere la nostra relazione rivelando cio che ho scoperto dovrei far produrre ad un investigatore delle prove legalmente valide del suo tradimento. Vi chiedo se possono tornare a mio favore in caso di contrasti futuri sulla gestione del figlio. E so per certo che lei tenterà il tutto e per tutto di tenermi distante e passivo sulla crescita del figlio.Cordiali saluti



RISPOSTA



Sebbene non si tratti di una coppia sposata, quindi di due coniugi con l'obbligo di fedeltà reciproca e di assistenza morale e materiale, ledere il rapporto di fiducia che si è instaurato con il padre del proprio figlio (con cui è iniziata una convivenza nell'interesse della prole), è un elemento che il tribunale dei minorenni prenderà certamente in considerazione, quando si tratterà di decidere in merito all'affidamento con prevalenza di tua figlia (con prevalenza al padre ovvero alla madre).
Tanto premesso, anche se non si tratta di una separazione dei coniugi, anche se non si discute di un assegno di mantenimento a favore della moglie, ti consiglio di essere freddo e lucido come sei stato fino ad oggi e di incaricare un investigatore, al fine di avere prove certe dell'indole della madre di tua figlia.
Porterai all'attenzione del tribunale dei minorenni le prove non tanto del tradimento (che di per sé è irrilevante nell'ambito di una coppia non sposata !!!) ma dell'indole poco affidabile di una madre che, di per sé, la rende inidonea all'affidamento con prevalenza della figlia.
Spero di essere stato sufficientemente chiaro e concreto !

Dopo di che … chiederai con ricorso al tribunale dei minorenni (occorre la difesa di un avvocato difensore), l'affidamento condiviso della figlia con prevalenza al padre ed alla famiglia paterna (immagino che anche i tuoi genitori siano disponibile ad aiutarti nella crescita di tuo figlio, questo aumenterebbe di molto le possibilità di ottenere l'affidamento condiviso con prevalenza al padre).
Ecco cosa prevede la legge.

Anche in caso di separazione personale dei genitori il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale.
Per realizzare la finalità indicata dal primo comma, il giudice adotta i provvedimenti relativi alla prole con esclusivo riferimento all'interesse morale e materiale di essa. Valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati a entrambi i genitori oppure stabilisce a quale di essi i figli sono affidati, determina i tempi e le modalità della loro presenza presso ciascun genitore, fissando altresì la misura e il modo con cui ciascuno di essi deve contribuire al mantenimento, alla cura, all'istruzione e all'educazione dei figli. Prende atto, se non contrari all'interesse dei figli, degli accordi intervenuti tra i genitori. Adotta ogni altro provvedimento relativo alla prole.
La potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori. Le decisioni di maggiore interesse per i figli relative all'istruzione, all'educazione e alla salute sono assunte di comune accordo tenendo conto delle capacità, dell'inclinazione naturale e delle aspirazioni dei figli. In caso di disaccordo la decisione è rimessa al giudice. Limitatamente alle decisioni su questioni di ordinaria amministrazione, il giudice può stabilire che i genitori esercitino la potestà separatamente.
Salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito; il giudice stabilisce, ove necessario, la corresponsione di un assegno periodico al fine di realizzare il principio di proporzionalità, da determinare considerando:
1) le attuali esigenze del figlio;
2) il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;
3) i tempi di permanenza presso ciascun genitore;
4) le risorse economiche di entrambi i genitori;
5) la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore. L'assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal giudice.
Ove le informazioni di carattere economico fornite dai genitori non risultino sufficientemente documentate, il giudice dispone un accertamento della polizia tributaria sui redditi e sui beni oggetto della contestazione, anche se intestati a soggetti diversi.


Tanto premesso, resto a disposizione per chiarimenti ed approfondimenti.

Cordiali saluti.