2 Consulenze:

1 - Presupposti per accrescimento della quota coerede





Mio  cugino è morto senza figli, né fratelli o sorelle né ascendenti. Nel testamento lascia diversi legati in natura e denaro sia a noi tre cugine citate sia ai nostri figli sia ad altre persone.
Unico bene non suddiviso in importo assoluto è il c/c bancario che, dedotte le spese testamentarie come da lui indicato, lascia in parti uguali a noi tre cugine di primo grado. Una di noi tre è premorta a mio cugino e questi non ha cambiato il testamento. La quota di mia cugina dovrebbe essere divisa tra le restanti cioè io e mia sorella o dovrebbe andare al di lei figlio?



RISPOSTA



Vi sono istituti giuridici che cercano di porre rimedio ad anomalie che possono verificarsi dopo la morte del “de cuius”; in questo caso le anomalie consistono nel fatto che gli eredi (o i legatari) non possano o non vogliano accettare l'eredità o il legato.
Si tratta, nell'ordine di applicazione, di

SOSTITUTO INDICATO NEL TESTAMENTO
La sostituzione, essendo puntuale espressione della volontà del testatore, prevale sulla rappresentazione e sull'accrescimento. Per aversi, quindi, sostituzione è necessario che vi sia una doppia istituzione, che cioè vi sia l’indicazione di almeno due chiamati, ma non basta; questa doppia istituzione deve anche essere successiva, nel senso che gli eredi non sono chiamati per entrare in possesso contemporaneamente dell'eredità, ma in ordine successivo, prima l'uno e poi l'altro.

RAPPRESENTAZIONE
Ai sensi dell'articolo 468 I comma del codice civile, “la rappresentazione ha luogo, nella linea retta, a favore dei discendenti dei figli, legittimati e adottivi, nonché dei discendenti dei figli del defunto, e, nella linea collaterale, a favore dei discendenti dei fratelli e delle sorelle del defunto”.

La rappresentazione a favore dei figli della cugina premorta al testatore, non è applicabile ai sensi di legge.

Art. 467 del codice civile. Nozione.

La rappresentazione fa subentrare i discendenti nel luogo e nel grado del loro ascendente, in tutti i casi in cui questi non può o non vuole accettare l'eredità o il legato.
Si ha rappresentazione nella successione testamentaria quando il testatore non ha provveduto per il caso in cui l'istituto non possa o non voglia accettare l'eredità o il legato, e sempre che non si tratti di legato di usufrutto o di altro diritto di natura personale.


ACCRESCIMENTO
Per aversi accrescimento non vi devono essere le condizioni per la sostituzione o la rappresentazione; di conseguenza quando il chiamato non può o non vuole accettare non si applica automaticamente l'accrescimento, ma si seguirà il seguente ordine:

1. sostituzione, in mancanza
2. rappresentazione, in mancanza
3. accrescimento.

Affinché vi sia accrescimento della quota degli altri coeredi, in caso di chiamata congiuntiva nella successione testamentaria, sono necessarie tre condizioni:
1. Conuiunctio verbis: tutti gli eredi devono essere stati chiamati con un solo testamento
2. Coniunctio re: le parti di ogni coerede non devono essere state determinate o devono essere state determinate in parti uguali
3. Non vi deve essere una diversa volontà del testatore

Non è possibile l'accrescimento in quanto non sussiste la coniunctio re relativamente all'intero asse ereditario ed alla totalità dei chiamati all'eredità. Soltanto un cespite è stato suddiviso in quote uguali e nemmeno tra tutti i chiamati all'eredità !

- In caso di successione testamentaria se nemmeno l'accrescimento sarà possibile si aprirà la strada alle successioni legittime, a favore dei parenti più prossimi senza distinzione di linea (a prescindere dalle indicazioni del testamento).

Art. 572 del codice civile. Successione di altri parenti.

Se alcuno muore senza lasciare prole, né genitori, né altri ascendenti, né fratelli o sorelle o loro discendenti, la successione si apre a favore del parente o dei parenti prossimi, senza distinzione di linea.
La successione non ha luogo tra i parenti oltre il sesto grado.



Inoltre aveva disposto anche un legato a favore di ognuna di noi tre oltre ad altri. Questo legato, in denaro, a chi andrebbe assegnato? Sempre a noi due rimaste o a tutti i legatari o al di lei figlio? Vi ringrazio cordiali saluti



RISPOSTA



Anche un legato … quindi una somma di denaro diversa da quella del c/c bancario di cui al precedente quesito. Dobbiamo fare riferimento all'articolo 675 del codice civile

Art. 675 del codice civile. Accrescimento tra collegatari.

L'accrescimento ha luogo anche tra più legatari ai quali è stato legato uno stesso oggetto, salvo che dal testamento risulti una diversa volontà e salvo sempre il diritto di rappresentazione.


L'accrescimento può aversi anche fra collegatari; in questo caso è necessario che i più legatari abbiano avuto uno stesso oggetto diviso per quote uguali; il venir meno di uno dei collegatari farà accrescere le quote degli altri.

Parte della dottrina ritiene che in questo caso basti per il verificarsi dell'accrescimento la sola coniunctio re, cioè che sia stato legato lo stesso oggetto a più persone. Anche in questo caso l'esistenza di un diritto di rappresentazione prevale sull'accrescimento, ma se neppure accrescimento sarà possibile non si aprirà, ovviamente, la strada alla successione legittima a favore dei parenti più prossimi del testatore.

In questo caso, ci sono i presupposti per l'accrescimento a favore dei collegatari.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.



2 - Rinuncia all'eredità del nipote chiamato per rappresentazione, accrescimento in favore di suo fratello





Nel caso ci siano due eredi per rappresentazione, nipoti del de cuius in quanto figli della di lui figlia premorta, ed uno di questi rinunzi alla propria quota, l'accrescimento va a favore del fratello o viene redistribuito tra tutti gli eredi?
Grazie

 

RISPOSTA



Penso che sia proprio il caso di fare un esempio concreto!
Alla morte di Tizio, sono chiamati alla successione ereditaria ai sensi di legge (in assenza di testamento), il figlio Caio ed i nipoti in linea retta, Mevio e Sempronio, figli della figlia premorta Pompea.

In caso di rappresentazione, la divisione si fa per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo. E' quanto prevede la legge!

Art. 469 del codice civile. Estensione del diritto di rappresentazione. Divisione.
La rappresentazione ha luogo in infinito, siano uguali o disuguali il grado dei discendenti e il loro numero in ciascuna stirpe.
La rappresentazione ha luogo anche nel caso di unicità di stirpe.
Quando vi è rappresentazione, la divisione si fa per stirpi.
Se uno stipite ha prodotto più rami, la suddivisione avviene per stirpi anche in ciascun ramo, e per capi tra i membri del medesimo ramo.


Chiariamoci sul significato da attribuire alle parole utilizzate dal legislatore.

Cosa si intende per stirpe? il gruppo di discendenti di ciascun chiamato all'eredità. Mevio e Sempronio fanno parte della stessa stirpe, in quanto discendenti (figli) di Pompea premorta rispetto al "de cuius".
Nell’ambito della stirpe, tutta insieme subentrata per rappresentazione, la divisione si fa per capi. Abbiamo la stirpe che chiameremo per semplificare “stirpe Pompea” che erediterà il 50% dell'asse ereditario, dividendolo per capi.
In caso di rinuncia all'eredità del nipote Mevio, l'accrescimento avrà luogo soltanto in favore dei rappresentanti della stessa stirpe, ossia in questo caso in favore di Sempronio.
Escludo che il figlio del "de cuius" Caio (che non fa parte della stessa stirpe di Mevio) possa beneficiare dell'accrescimento, in caso di rinuncia del nipote Mevio.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.

Fonti: