Giudizio abbreviato, appello del PM alla sentenza di condanna soltanto in caso di modifica del titolo del reato





Buongiorno vorrei chiedervi una spiegazione. ho ricevuto una condanna   penale in primo grado con rito abbreviato. l'art 443 comma 3 cpp mi   dice che il pm non può fare appello alla sentenza di condanna a meno   che non cambi il titolo del reato. vorrei sapere se il fatto che in sentenza il giudice mi abbia concesso l'attenuante del 7° comma   dell'art 73 dpr 309/90 e che abbia unito sotto il vincolo della continuazione i due capi di imputazione a me ascritti; se queste due   cose cambiano il titolo del reato o meno e permettano così al PM di fare appello; oppure se quell'appello è inamissibile. Grazie Distinti saluti



RISPOSTA



L'appello del PM è inammissibile, ai sensi dell'articolo 443 comma 3 del codice di rito.

Per “titolo del reato” dobbiamo intendere la qualificazione giuridica presente in ogni figura di reato. Ad esempio l'articolo 575 del codice penale ha come titolo omicidio e descrive la condotta di chi uccide un'altra persona.
Il titolo del reato può mutare per le condizioni o le qualità personali del colpevole, o per i rapporti fra il colpevole e l'offeso; in tal caso muta il titolo del reato, come previsto dall'articolo 117 del codice di procedura penale.
Facciamo un esempio: si faccia riferimento al caso del reato di peculato (art. 314 cp),la cui caratterizzazione principale è che può essere commesso solo dal pubblico ufficiale (art. 357 cp) o dall'incaricato di pubblico servizio (art. 358 cp); qualora però il fatto viene realizzato da un qualunque cittadino si parlerà di furto (art. 624 cp), quindi il titolo del reato sarà mutato.

La circostanza attenuante oppure il vincolo della continuazione non modificano in alcun modo il titolo del reato, in quanto appare di evidenza adamantina che i capi di imputazione sono sempre i medesimi !

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.