Peculato del vigile che versa in ritardo l’incasso delle multe





Sono un vigile urbano e lavoro al comune di ____,sono uscito io ed altri colleghi sul giornale che pubblicava un articolo in cui si diceva che eravamo indagati per Peculato per ritardato versamento nelle casse del comune dei corrispettivi delle multe incassate,faccio presente che non c'è stato nessun ammanco per quanto mi riguarda e che i soldi sono stati sempre in cassaforte, e, sia il comandante che la Ragioneria del comune ne erano a conoscenza tanto è vero che ogni fine anno firmavano regolarmente il consuntivo. io non mi sono mai appropriato di un centesimo e che la cassa era ispezionabile da chiunque preposto,aggiungo inoltre che per questo motivo non ho mai avuto una lettera di richiamo tanto che meno una sanzione disciplinare.

il fatto era di normale costume,visto che anche gli altri colleghi sono nella mia stessa situazione. fino ad oggi non mi è arrivato nessun avviso di garanzia. chiedo cortesemente a quale pena potrei eventualmente incorrere visto che non c'è stato dolo, ed il conto corrente del comune ha un contratto bancario che non riconosce nessun interesse. cordiali saluti



RISPOSTA



Escludo categoricamente la commissione del reato di peculato d'uso, per un motivo molto semplice: secondo la sentenza della Cassazione penale, Sezione VI, 08/11/2002, n. 37771, il peculato d’uso (ossia quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita) non è applicabile al denaro, in quanto bene fungibile. Né tanto meno è configurabile il reato di peculato ordinario, visto che non ti sei mai appropriato del denaro del comune per cui presti servizio.

Art. 314 del codice penale. Peculato.

Il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di danaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria, è punito con la reclusione da tre a dieci anni. Si applica la pena della reclusione da sei mesi a tre anni quando il colpevole ha agito al solo scopo di fare uso momentaneo della cosa, e questa, dopo l'uso momentaneo, è stata immediatamente restituita.

Non si tratta di peculato in quanto l'eventuale appropriazione del denaro non si protrae per un tempo sufficiente a determinare una diversione della cosa dalla sua destinazione istituzionale, come previsto dalla sentenza della Cassazione penale, Sezione VI, 24/03/2005, n. 13064

Né vi è danno per l'erario visto che il contratto bancario non riconosce interessi attivi !!!

E' assente la natura offensiva della condotta, è assente l'evento- danno nei confronti del comune per cui lavori, come sottolineato della sentenza della Cassazione penale, Sezione VI, 11/11/2004, n. 47193: “Correttamente deve escludersi il reato di peculato, anche nella forma d’uso, qualora un agente di polizia si appropri di una singola cartuccia concessagli in dotazione per l’espletamento dei suoi compiti”.

Non si configura quindi nemmeno una responsabilità amministrativa, erariale, contabile.

A disposizione per chiarimenti.

Cordiali saluti.