Nullità del contratto a tempo determinato, per carenza delle motivazioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo





Spett.le Studio,
Vi illustro la mia situazione:
assunto a tempo determinato presso azienda "A" con 700 dipendenti in data 5.6.06 e prorogato sino al 4.10.07.Segue un altro contratto a tempo determinato con la medesima azienda in data 17.11.07 e prorogato sino al 8.3.08.
Dopodichè assunto con contratto a tempo determinato presso azienda "B" (credo sia una CONTROLLATA di "A" in quanto hanno il medesimo amministratore unico), con dipendenti inferiori a 15) in data 26.3.08 e prorogato sino al 24.9.09.
Tutti i contratti citati sono stati stipulati violando le norme sui contratti a termine in quanto le motivazioni erano nulle: ossia i motivi addotti all'apposizione del termine erano inesistenti (o illegittimi): es. fasulle sostituzioni ferie, ecc.
Il mio obiettivo non è solo quello di impugnare i contratti ed ottenere il risarcimento economico ma, soprattutto, quello di ottenere la riassunzione (cosiddetta "tutela reale") presso l'azienda "A" .
Sono andato da un avvocato ma dice che posso solo ottenere il risarcimento economico: io non demordo e in virtù del "Collegato lavoro" vorrei ottenere la riassunzione presso l'azienda "A".Posso avanzare la mia richiesta?
Avrei bisogno di un riferimento/sentenza da poter usare a tal fine, mi può aiutare?

PS Specifico trattasi sempre di contratti di lavoro dipendente ed, inoltre, svolgevo sempre mansioni per l'azienda "A", anche quando ero dipendente di "B".

Grazie.



RISPOSTA



Attenzione, ci stiamo perdendo in un bicchiere d’acqua; riguardo la fattispecie in esame, non è possibile fare riferimento alla tutela reale ovvero alla tutela obbligatoria, prevista nell’ipotesi di licenziamento illegittimo del lavoratore dipendente, in quanto, da un punto di vista giuridico formale, non sei stato mai licenziato … il rapporto di lavoro è cessato, a seguito del compiersi del termine stabilito nel contratto a tempo determinato.

Esaminiamo la normativa prevista in materia di contratto di lavoro a tempo determinato, dal decreto legislativo n. 368 del 2001.

Articolo 1 - Apposizione del termine.

Il contratto di lavoro subordinato e' stipulato di regola a tempo indeterminato.
1. E' consentita l'apposizione di un termine alla durata del contratto di lavoro subordinato a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attivita' del datore di lavoro.
2. L'apposizione del termine e' priva di effetto se non risulta, direttamente o indirettamente, da atto scritto nel quale sono specificate le ragioni di cui al comma l.
3. Copia dell'atto scritto deve essere consegnata dal datore di lavoro al lavoratore entro cinque giorni lavorativi dall'inizio della prestazione.
4. La scrittura non è tuttavia necessaria quando la durata del rapporto di lavoro, puramente occasionale, non sia superiore a dodici giorni.


Articolo 5 - Scadenza del termine e sanzioni. Successione dei contratti

1. Se il rapporto di lavoro continua dopo la scadenza del termine inizialmente fissato o successivamente prorogato ai sensi dell'articolo 4, il datore di lavoro e' tenuto a corrispondere al lavoratore una maggiorazione della retribuzione per ogni giorno di continuazione del rapporto pari al venti per cento fino al decimo giorno successivo, al quaranta per cento per ciascun giorno ulteriore.
2. Se il rapporto di lavoro continua oltre il ventesimo giorno in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi nonche' decorso il periodo complessivo di cui al comma 4-bis, ovvero oltre il trentesimo giorno negli altri casi, il contratto si considera a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini.
3. Qualora il lavoratore venga riassunto a termine, ai sensi dell'articolo 1, entro un periodo di dieci giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata fino a sei mesi, ovvero venti giorni dalla data di scadenza di un contratto di durata superiore ai sei mesi, il secondo contratto si considera a tempo indeterminato.
4. Quando si tratta di due assunzioni successive a termine, intendendosi per tali quelle effettuate senza alcuna soluzione di continuita', il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato dalla data di stipulazione del primo contratto.
4-bis. Ferma restando la disciplina della successione di contratti di cui ai commi precedenti e fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, qualora per effetto di successione di contratti a termine per lo svolgimento di mansioni equivalenti il rapporto di lavoro fra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore abbia complessivamente superato i trentasei mesi comprensivi di proroghe e rinnovi, indipendentemente dai periodi di interruzione che intercorrono tra un contratto e l'altro, il rapporto di lavoro si considera a tempo indeterminato ai sensi del comma 2.
In deroga a quanto disposto dal primo periodo del presente comma, un ulteriore successivo contratto a termine fra gli stessi soggetti puo' essere stipulato per una sola volta, a condizione che la stipula avvenga presso la direzione provinciale del lavoro competente per territorio e con l'assistenza di un rappresentante di una delle organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale cui il lavoratore sia iscritto o conferisca mandato. Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale stabiliscono con avvisi comuni la durata del predetto ulteriore contratto. In caso di mancato rispetto della descritta procedura, nonche' nel caso di superamento del termine stabilito nel medesimo contratto, il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato.
4-ter. Le disposizioni di cui al comma 4-bis non trovano applicazione nei confronti delle attivita' stagionali definite dal decreto del Presidente della Repubblica 7 ottobre 1963, n. 1525, e successive modifiche e integrazioni, nonche' di quelle che saranno individuate dagli avvisi comuni e dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro comparativamente piu' rappresentative.
4-quater. Il lavoratore che, nell'esecuzione di uno o piu' contratti a termine presso la stessa azienda, abbia prestato attivita' lavorativa per un periodo superiore a sei mesi ha diritto di precedenza, fatte salve diverse disposizioni di contratti collettivi stipulati a livello nazionale, territoriale o aziendale con le organizzazioni sindacali comparativamente piu' rappresentative sul piano nazionale, nelle assunzioni a tempo indeterminato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi dodici mesi con riferimento alle mansioni gia' espletate in esecuzione dei rapporti a termine. 4-quinquies. Il lavoratore assunto a termine per lo svolgimento di attivita' stagionali ha diritto di precedenza, rispetto a nuove assunzioni a termine da parte dello stesso datore di lavoro per le medesime attivita' stagionali. 4-sexies. Il diritto di precedenza di cui ai commi 4-quater e 4-quinquies puo' essere esercitato a condizione che il lavoratore manifesti in tal senso la propria volonta' al datore di lavoro entro rispettivamente sei mesi e tre mesi dalla data di cessazione del rapporto stesso e si estingue entro un anno dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Come hai opportunamente fatto notare nella tua mail, sia l’azienda A che l’azienda B hanno letteralmente calpestato al normativa in materia di contratto di lavoro a tempo determinato.

Sei stato assunto dall’azienda B, in maniera esclusivamente formale, in quanto l’azienda A non avrebbe potuto rinnovare il contratto, una terza volta, ai sensi dell’articolo 5, comma 4-bis del D. Lgs. n. 368 del 2001; inoltre i contratti a tempo determinato che hai stipulato non sono giustificabili “a fronte di ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo, anche se riferibili alla ordinaria attivita' del datore di lavoro”, a norma dell’articolo 1, comma 1 del D. Lgs. 368 del 2001.

La sanzione prevista in caso di mancato rispetto della normativa in materia di contratto a tempo determinato, è la seguente (comma 4-bis dell’articolo 5): il nuovo contratto si considera a tempo indeterminato.

Tanto premesso, è necessario presentare ricorso al tribunale del lavoro, contro l’azienda A e B, in solido tra loro, al fine di far dichiarare la nullità del contratto a tempo determinato, per carenza delle motivazioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e per dimostrare che, in realtà, l’assunzione presso l’azienda B è avventa esclusivamente al fine di eludere la legge (hai continuato a lavorare presso l’azienda A, come in passato). Si è trattato, nei fatti, di un terzo rinnovo presso lo stesso datore di lavoro, ossia l’azienda A, sanzionato dalla legge con la conversione del contratto a tempo indeterminato.
Unica controindicazione: la necessità di dimostrare, durante il processo, attraverso documenti e testimoni, la tua particolare situazione; potrai fare affidamento su quattro/cinque persone disponibili a testimoniare a tuo favore ???
Il datore di lavoro, come puoi immaginare, non avrà difficoltà a trovare numerosi dipendenti pronti a testimoniare contro la tua tesi.
Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.
Cordiali saluti.