Distacco dall'impianto di riscaldamento condominiale centralizzato





Abito in condominio formato da tre palazzi di 26 appartamenti cadauno + negozi.

I negozi non sono coinvolti nell'argomento in oggetto.

Ad oggi il 65% dei condomini (a macchia di leopardo) si è distaccato dall'impianto centrale (unica centrale termica che serve i tre fabbricati) passando ad autonomo.

Ora è stata convocata assemblea (6/6/2013) con all'ordine del giorno "Trasformazione dell'impianto centralizzato in impianti autonomi".

A chiarimento della mia richiesta preciso:

Impianto in funzione dal 1971.
I distaccati pagano il 20% delle spese per la gestione annuale dell'impianto (gas, luce,manutenzione ordinaria, ecc) ed il 100% delle spese di mantenimento (riparazione caldaia, ecc.).
Le tubazioni dell'impianto dei tre fabbricati sono del tipo a colonna verticale, non ad anello per singolo condomino. Questa tipologia prevede perciò un oneroso intervento edile per il collegamento tra i vari termosifoni dei singoli appartamenti.

Quale maggioranza può autorizzare la trasformazione dell'impianto centrale in impianti autonomi? Si applica la nuova legge operativa dal 18 giugno 2013?

Come possono i dissenzienti evitare tale trasformazione?



RISPOSTA



Sicuramente durante la prossima assemblea condominiale, non si applicheranno le nuove regole previste dalla riforma del condominio, in quanto l'entrata in vigore delle stesse è fissata in data 17 giugno 2013.
La riforma del condominio inoltre, modifica le norme in materia di distacco dall'impianto centralizzato individuale e non collettivo.
Secondo la riforma del condominio, colui che vuole effettuare il distacco dal riscaldamento centralizzato, non deve chiedere l’approvazione da parte dell’assemblea a patto che, si assicuri di non provocare squilibri di funzionamento o in qualche modo aumentare la spesa di riscaldamento per gli altri condomini e continui a pagare la manutenzione straordinaria dell’impianto centralizzato.

Trattandosi di un'innovazione di cui all'articolo 1120 primo comma del codice civile, l'assemblea condominiale, il prossimo 6 giugno, dovrà approvare la trasformazione, con la maggioranza previste dall'articolo 1136 quinto comma del codice civile, ossia “con un numero di voti che rappresenti la maggioranza dei partecipanti al condominio e i due terzi del valore dell'edificio”.

Laddove la proposta di trasformazione dell'impianto dovesse passare con la maggioranza di cui sopra, i dissenzienti dovrebbero accettare tale decisione, senza poter eccepire nulla né in fatto né in diritto.

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.

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