Autorizzazione venditore ambulante in forma itinerante prodotti alimentari bevande
Vorrei somministrare bevande, come tutti cerco un modo per non essere tassato ne arrestato, per ora ho deciso di non chiedere denaro ma ricevere libera offerta dai viandanti della stazione Termini per evitare di avere necessità di partita Iva o permessi vari.
La domanda è: posso farlo?
Ci sono sistemi alternativi al mio per non rischiare troppo?
A cosa vado incontro in caso di fermo?
Vendo con il mio baracchino ambulante, nei pressi della stazione Termini a Roma, acqua naturale, zucchero e tè in bustine singole, caffè, comprate in regolari negozi con regolare scontrino.
Grazie
RISPOSTA
No, non puoi farlo, non è legale. Per fare il venditore ambulante (è irrilevante che il corrispettivo della bevanda sia un'offerta libera; tu occupi illegalmente uno spazio pubblico della stazione per svolgere questa attività) devi chiedere al comune di Roma – ufficio commercio, l'autorizzazione di tipo B.
Tale autorizzazione viene rilasciata su richiesta, con lettera raccomandata, dal Comune di residenza e consente il commercio in forma itinerante in tutto il territorio nazionale, il commercio nelle Fiere, il commercio nei mercati, limitatamente ai posteggi non assegnati o provvisoriamente non occupati per assenza dei titolari.
Per entrare in possesso di dette Autorizzazioni bisogna essere in possesso dei requisiti soggettivi previsti dalle norme legislative in materia e dai requisiti oggettivi, a seconda del tipo di commercio che si desidera effettuare. Per la vendita di prodotti alimentari, come nel tuo caso, è necessario essere in possesso di almeno1 (uno) dei seguenti requisiti professionali, dimostrabili con varie certificazioni:
PER LE DITTE INDIVIDUALI: COME LA TUA
1) essere stato iscritto al R.E.C. presso la C.C.I.A.A. (Registro della Camera di Commercio di Roma)
2) aver frequentato con esito positivo il corso professionale per il commercio del settore alimentare per un numero di ore, previsto in ogni singola regione), indicando, il nome dell’Istituto, la sede, l’oggetto del corso, l’anno o il termine di conclusione;
3) di aver esercitato in proprio l’attività di vendita nel settore, indicando il tipo di attività ed il n. di iscrizione al registro imprese presso la Camera di commercio.
4) di aver prestato la propria opera presso imprese esercenti l’attività di vendita quale dipendente o collaboratore familiare.
5) essere in possesso di diploma di scuola alberghiera o di diploma o titolo equivalente (l’equivalenza deve essere certificata, su richiesta dell’interessato, dall’istituto che ha rilasciato il titolo di studio).
Ripeto, il problema non è avere un prezzario delle bevande o chiedere un'offerta libera, ma occupare uno spazio pubblico all'interno della stazione di Roma. Non offri la bevande nel tuo domicilio privato … soltanto nella tua abitazione potresti fare liberamente un'attività di questo tipo, non su di un'area pubblica !!!
Cosa rischi ??? Il sequestro della merce, una sanzione amministrativa pari a 2587,60 euro oltre alla confisca ed alla distruzione della merce sequestrata in precedenza dalla polizia municipale.
Poiché tu non vendi merce contraffatta e non sei un extra comunitario irregolare, non rischi nulla da un punto di vista penale !!! Non commetti nessun reato, ma soltanto un'irregolarità amministrativa.
Ti consiglio pertanto di regolarizzare immediatamente la tua attività.
Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.
Cordiali saluti.

