Alimenti tra fratelli. Fratello non vuole provvedere al proprio mantenimento





Salve.

Vorrei sottoporvi un quesito in merito all’obbligo di mantenimento di una persona.

Siamo 2 fratelli e due sorelle, la più grande ha 61 anni, il 2° ha 58 anni, la terza ha 48 anni ed io che ho 45 anni.

Nostra madre, vedova dal 1991, ha 79 anni e vive di pensione di reversibilità.

Io e le mie sorelle lavoriamo e non abbiamo problemi di natura economica, se non quelli che tutti oggi affrontano.

Il problema riguarda il fratello di 57 anni che da sempre ha pensato di fare le proprie scelte rifiutando lavori ed opportunità pur di evitare l’assunzione di responsabilità ed ha vissuto facendo lavori provvisori con alterne fortune; questo comportamento ha determinato, nel corso di tutta la sua vita, situazioni economiche di alti e bassi che alla sua età forse ora si fanno sentire.

Inoltre, ha sempre espresso il suo rancore e disprezzo per la famiglia, anche se ignoriamo le motivazioni di questo comportamento; questo rancore si è manifestato di recente, con una telefonata aggressiva e minatoria nei confronti di mia madre e di tutti noi, terminata con la richiesta di incremento del “sussidio” che mia madre gli versa da diversi anni (forse decenni) da 300 a 600 euro al mese, richiesta accompagnata da minacce ed insulti.

Il giorno dopo la telefonata delle solite scuse, ma mantenendo la richiesta di denaro.

Premettendo che mio fratello non vive nella nostra città, mia madre, non avendo alcuna conoscenza del suo stato, lavorativo e non, pur con notevole sacrificio è orientata a concedergli questi 600 euro al mese.

Una delle sorelle sostiene che potremmo essere chiamati a mantenerlo economicamente in virtù dell’art. 433 del c.c., cosa che io non reputo possibile.

I quesiti sono questi:

mia madre è tenuta, ex art. 433 c.c. o in osservanza di altre norme, a mantenere mio fratello stante ciò che vi ho sommariamente descritto?

Io e le mie sorelle, dopo mia madre ex art. 433 c.c., potremmo essere chiamati al mantenimento?

Il fatto che questa persona non abbia mai voluto costruirsi uno straccio di futuro e di pensione, che sia andato via di casa prestissimo (si è sposato più di 30 anni fa all’insaputa della famiglia per poi divorziare quasi subito) che quindi è autonomo e senza legami o vincoli familiari da 40 anni, non determina la sua unica responsabilità e l’esclusione di qualsivoglia onere a carico di chicchessia?

Vi ringrazio per l’attenzione.



RISPOSTA



1)Ai sensi dell'articolo 438 del codice civile, “Gli alimenti possono essere chiesti solo da chi versa in istato di bisogno e non è in grado di provvedere al proprio mantenimento”.

Attenzione all'esegesi della norma …
Presupposti dell'obbligazione degli alimenti sono

1)lo stato di bisogno
2)non essere in grado di provvedere al proprio mantenimento, perché invalidi, malati, psicolabili etc etc

La norma non prevede tra i presupposti dell'obbligazione degli alimenti, “non VOLERE provvedere al proprio mantenimento !!!”
Si deve trattare di una impossibilità oggettiva, senza colpa.

Tua madre non è tenuta a mantenere con l'assegno mensile di 600 euro, un figlio che ha scelto di fare una vita senza impegni e senza responsabilità. E' stata una sua scelta … nulla a che vedere con la circostanza di “non essere in grado di provvedere al proprio mantenimento”, di cui all'articolo 438 del codice civile.

2)nessun giudice potrebbe mai condannarvi a mantenere il fratello.

3)Penso di avere già risposto a questa domanda …

Siamo a disposizione per tutti i chiarimenti del caso.

Cordiali saluti.