Cacciare di casa figlio maggiorenne





Buongiorno vorrei sapere se un genitore può cacciare di casa un figlio maggiorenne e economicamente autosufficente. Recentemente ho iniziato una relazione con una ragazza di 38 anni, con una differenza di 15 anni rispetto alla mia età, ovvero 23. Mio padre non ha accettato la relazione ed ha promesso di volermi cacciare di casa nel caso non la troncassi. Inoltre ha intenzione di cancellarmi dall'asse ereditario per lo stesso motivo. Cosa posso fare? Io non voglio andare via di casa, o meglio, non voglio che mio padre mi cacci e quindi si rompano i rapporti con la mia famiglia, alla quale tengo particolarmente. Ringraziando per la vs disponibilità porgo Cordiali Saluti.



RISPOSTA



Confermo il diritto di tuo padre di mandarti via di casa, anche senza una precisa motivazione, alla luce della costante giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Mi riferisco ad esempio alla sentenza della Cassazione civile numero 9109/99. Leggiamo la massima contenuta nella sentenza.

L’ obbligo dei genitori di provvedere alle necessità dei figli non cessa automaticamente con il compimento del diciottesimo anno di età e può protrarsi ben oltre il raggiungimento della maggiore età, ma non può protrarsi "oltre ogni ragionevole limite", dovendo cessare quando "il figlio versa in colpa per non essere stato in grado di rendersi autosufficiente ovvero quando il figlio si è reso ormai economicamente autosufficiente”.

Possiamo anche fare riferimento alla sentenza della Corte di Cassazione n. 1830 del 26.01.2011 …

… “Il figlio maggiorenne che ha raggiunto l'indipendenza economica, ovvero che è stato posto nelle concrete condizioni per potere essere economicamente autosufficiente, non ha più diritto al mantenimento da parte dei genitori”.

Tuo padre invece, non potrà evitare di lasciare a tuo favore, in eredità, la quota di legittima, ai sensi dell'articolo 536 del codice civile.

Art. 536. Legittimari.

Le persone a favore delle quali la legge riserva una quota di eredità o altri diritti nella successione sono: il coniuge, i figli legittimi, i figli naturali, gli ascendenti legittimi.
Ai figli legittimi sono equiparati i legittimati e gli adottivi.
A favore dei discendenti dei figli legittimi o naturali, i quali vengono alla successione in luogo di questi, la legge riserva gli stessi diritti che sono riservati ai figli legittimi o naturali.


Ad esempio, se non hai fratelli, la tua quota di legittima sarà pari a 1/3 dell'asse ereditario di tuo padre.

Art. 542. Concorso di coniuge e figli.

Se chi muore lascia, oltre al coniuge, un solo figlio, legittimo o naturale, a quest'ultimo è riservato un terzo del patrimonio ed un altro terzo spetta al coniuge. Quando i figli, legittimi o naturali, sono più di uno, ad essi è complessivamente riservata la metà del patrimonio e al coniuge spetta un quarto del patrimonio del defunto. La divisione tra tutti i figli, legittimi e naturali, è effettuata in parti uguali.

Cosa fare ??? Si tratta di una tua decisione personale, ad ogni modo sono convinto che lo strappo con la tua famiglia sarà sanato con il passare del tempo …

Sempre a tua disposizione.

Cordiali saluti.