Spese condominiali tra venditore ed acquirente di un immobile





Buongiorno,con la presente avrei bisogno di avere una risposta in merito al caso che di seguito espongo.Nel gennaio 2012 mia madre e i suoi fratelli hanno venduto l'appartamento di famiglia ricevuto in eredità. Nella palazzina dove é sito l'immobile ci sono dei lavori di straordinaria amministrazione da effettuare e ad oggi il nuovo proprietario richiede un contributo per partecipare al costo di questi lavori.Specifico che parte dei lavori sono stati deliberati in assemblea ante compravendita ma che l'inizio dei lavori non  é ancora stato fatto o iniziati da poco tempo. Sono comunque lavori legati alle fognature (suddivisione acque banche/nere) e ad un muro contenitivo più varie ed eventuali per una quota di competenza di circa 7500 euro.
Chiedo ora la vostra consulenza al fine di sapere se mia mamma ed i suoi fratelli hanno l'obbligo di contribuire al costo dei lavori considerando che:

1) Sono lavori che andranno a migliorare le condizioni e probabilmente il valore dell'immobile;

2) Sono lavori iniziati post atto di compravendita (forse ad oggi non ancora iniziati);

3) Non ci sono stati accordi ante atto. Poiché ho ricevuto a riguardo pareri discordanti, chiedo la vostra consulenza al fine di attuare il corretto comportamento.

Rimango a disposizione per eventuali altre informazioni di cui avete bisogno.
Cordiali saluti



RISPOSTA



In effetti, in giurisprudenza ci sono scuole di pensiero discordanti, in materia di ripartizione della spese condominiali tra venditore ed acquirente di un immobile …
La corrente giurisprudenziale prevalente tuttavia, è quella che fa capo alla sentenza della Cassazione civile, sez. II, del 09.09.2008 n° 23345.

Secondo tale sentenza, l'obbligo del condomino di pagare i contributi sorge nel momento della concreta esecuzione dei lavori occorrenti per la manutenzione e quindi nel momento in cui si rende necessaria l’effettuazione della relativa spesa.

E' pertanto irrilevante il momento dell'approvazione della spesa e degli interventi di carattere straordinario, da parte dell'assemblea condominiale.

Secondo la giurisprudenza prevalente della Corte di Cassazione, è decisivo il momento della concreta attuazione dell’attività edilizia comportante la spesa, piuttosto che quello della preventiva approvazione e ripartizione della stessa fra i condomini, in sede di assemblea condominiale (Corte di Cassazione 26 gennaio 2000, n. 857 e 17 maggio 1997, n. 4393).

Tanto premesso, in caso di compravendita di un'unità immobiliare sita in edificio condominiale, è tenuto alla spesa per effettuare le opere di manutenzione straordinaria, colui che è condomino al momento in cui si rende necessario effettuare la spesa, a prescindere dal momento in cui i lavori sono stati deliberati a norma di legge.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.