Mantenimento e divisione dei risparmi in caso di separazione giudiziale





Buongiorno, sono Alberta ho 43 anni e sposata da 23. da un mese mio marito ha deciso che non andiamo più d’accordo e vuole separarsi. Probabilmente ha un'altra... A me sembrava andasse tutto bene, nella norma come tante coppie sposate da molti  anni. Mi è caduto il mondo addosso, io non vorrei separarmi e lui vuole che io dica che lo vogliamo tutte e due,ma non e vero io non lo nemmeno mai pensato. Mi sento persa ,io  sono sempre stata casalinga e ora mi ritrovo senza nulla, siamo in affitto, lui percepisce uno stipendio di 3500 euro, più percepisce un fuori busta di 500 euro. Io volevo sapere  un minimo di mantenimento x le spese di casa e bollette e x me ,me lo deve dare e in che misura? E in caso di divorzio avrò diritto a un assegno di mantenimento? Io essendo sempre stata  casalinga non percepirò  nemmeno una pensione. In 23 anni avrò acquisito qualche diritto? Come devo comportarmi aspetto che faccia lui il primo passo? Anche se dentro di me spero che questo incubo finisca. Sicuramente lui farà in modo di non passarmi nulla. A parte il suo stipendio non abbiamo beni non abbiamo nulla da dividere. Per problemi di lavoro sui nel passato non possiamo avere intestato niente. io sono riuscita a mettere via qualcosa x un domani e sono intestai a mia figlia con delega a me. Quelli posso non darne a lui dato che li ho messi via io x  un domani, ho fatto la formichina privandomi di molte cose. Grazie  x la risposta cordiali saluti...



RISPOSTA



Deve fare lui il primo passo … tu non devi fare assolutamente nulla !!! Ho già capito dove vuole arrivare tuo marito: vuole fare una separazione consensuale in cui tu rinunci all'assegno di mantenimento per te e per tua figlia.

Invece tuo marito, se intende separarsi, dovrà presentare al tribunale un ricorso per la separazione giudiziale e sarà condannato al mantenimento mensile di sua moglie e di sua figlia, ai sensi degli articoli 156 e 155 quinquies del codice civile.

Art. 156 del codice civile. Effetti della separazione sui rapporti patrimoniali tra i coniugi.

Il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a vantaggio del coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere dall'altro coniuge quanto è necessario al suo mantenimento, qualora egli non abbia adeguati redditi propri. L'entità di tale somministrazione è determinata in relazione alle circostanze e ai redditi dell'obbligato.

Art. 155-quinquies del codice civile. Disposizioni in favore dei figli maggiorenni. 

Il giudice, valutate le circostanze, può disporre in favore dei figli maggiorenni non indipendenti economicamente il pagamento di un assegno periodico. Tale assegno, salvo diversa determinazione del giudice, è versato direttamente all'avente diritto.

La moglie ha diritto al mantenimento in quanto non ha beni intestati e non percepisce adeguati redditi propri. Nel tuo caso il mantenimento si aggirerebbe intorno ai complessivi 1.500 euro al mese (complessivi del mantenimento per te e per tua figlia).

Se siete sposati in comunione dei beni, tu hai diritto al 50% dei risparmi che tuo marito ha messo da parte in tutti questi anni, dal suo lavoro, ai sensi dell'articolo 177 lettera C del codice civile ( i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati) !!!

Art. 177 del codice civile. Oggetto della comunione.

Costituiscono oggetto della comunione:
a) gli acquisti compiuti dai due coniugi insieme o separatamente durante il matrimonio, ad esclusione di quelli relativi ai beni personali;
b) i frutti dei beni propri di ciascuno dei coniugi, percepiti e non consumati allo scioglimento della comunione;
c) i proventi dell'attività separata di ciascuno dei coniugi se, allo scioglimento della comunione, non siano stati consumati;
d) le aziende gestite da entrambi i coniugi e costituite dopo il matrimonio.
Qualora si tratti di aziende appartenenti ad uno dei coniugi anteriormente al matrimonio ma gestite da entrambi, la comunione concerne solo gli utili e gli incrementi.

Poiché tu sei il coniuge economicamente debole, non devi versare nulla a favore di tuo marito.
Tanto premesso, ti consiglio di attendere che tuo marito faccia il primo passo, per far valere tutti i suddetti diritti di coniuge separato.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.