Termine per inventario, dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario





Buonasera.
Mio suocero è deceduto a fine 2010.
Mia moglie,unica erede,nei giorni successivi al decesso ha prelevato l'intera somma presente sul libretto postale cointestato con il de cuius.
Entro 3 mesi dal decesso ha accettato con beneficio di inventario, con atto notarile. La somma prelevata è ancora nella sua disponibilità.
L'inventario non è stato ancora fatto.
Ci sono due figli minori chiamati per rappresentazione.
Cosa potremmo fare per impedire che mia moglie sia accusata di sottrazione di beni ereditari con revoca del beneficio di inventario?
Cosa fare con questa somma? Chiedere la nomina di un curatore e darla a lui? Chiedere l'inventario e in quella sede dare i soldi? E come giustificare il loro possesso?
La parte del de cuius prelevata non è stata dichiarata in successione. 
Ringraziando per la risposta e in attesa del preventivo,saluto



RISPOSTA



Secondo le norma del codice civile tua moglie deve essere considerata erede pura e semplice essendo scaduti i termini per redigere l'inventario. Ai sensi dell'articolo 484, III comma, del codice civile, la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario deve essere preceduta o seguita dall'inventario, nelle forme prescritte dal codice di procedura civile.

Art. 484 del codice civile. Accettazione col beneficio d'inventario.

L'accettazione col beneficio di inventario si fa mediante dichiarazione, ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del circondario in cui si è aperta la successione, e inserita nel registro delle successioni conservato nello stesso tribunale.
Entro un mese dall'inserzione, la dichiarazione deve essere trascritta, a cura del cancelliere, presso l'ufficio dei registri immobiliari del luogo in cui si è aperta la successione.
La dichiarazione deve essere preceduta o seguita dall'inventario, nelle forme prescritte dal codice di procedura civile.
Se l'inventario è fatto prima della dichiarazione, nel registro deve pure menzionarsi la data in cui esso è stato compiuto.
Se l'inventario è fatto dopo la dichiarazione, l'ufficiale pubblico che lo ha redatto deve, nel termine di un mese, far inserire nel registro l'annotazione della data in cui esso è stato compiuto.


Tua moglie, dopo avere fatto la dichiarazione di accettazione con beneficio di inventario, doveva redigere l'inventario entro tre mesi dalla data della dichiarazione medesima, ai sensi dell'articolo 487, II comma, del codice civile.

Art. 487 del codice civile. Chiamato all'eredità che non è nel possesso di beni.

Il chiamato all'eredità che non è nel possesso di beni ereditari, può fare la dichiarazione di accettare col beneficio d'inventario, fino a che il diritto di accettare non è prescritto.
Quando ha fatto la dichiarazione, deve compiere l'inventario nel termine di tre mesi dalla dichiarazione, salva la proroga accordata dall'autorità giudiziaria a norma dell'articolo 485; in mancanza, è considerato erede puro e semplice.
Quando ha fatto l'inventario non preceduto da dichiarazione d'accettazione, questa deve essere fatta nei quaranta giorni successivi al compimento dell'inventario; in mancanza il chiamato perde il diritto di accettare l'eredità.


Tua moglie pertanto, è considerata erede pura e semplice e non è più possibile tornare indietro.

La somma in denaro spetta a tua moglie in quanto unica erede; tua moglie non ha sottratto denaro a chicchessia, non ha posto in essere nessun reato, non deve giustificare il possesso delle suddette risorse finanziarie, nei confronti di nessuno (… è l'unica erede !!!). L'unica controindicazione è l'impossibilità di essere considerata erede con beneficio di inventario. Se l'eredità dovesse essere gravata da debiti quindi, tua moglie potrebbe rispondere di tali debiti, con i suoi beni personali. E' questo il reale problema originato dall'essere divenuta erede pura e semplice.

Per il resto tua moglie non deve restituire il denaro a nessuno, né all'autorità giudiziaria, né ad un curatore speciale nominato dal giudice.

Per quanto riguarda la dichiarazione di successione invece, vorrei ricordarti che …

E’ sempre obbligatorio presentare la denuncia di successione a meno che ricorrano entrambe le seguenti condizioni:

a) l'eredità sia devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta del de cujus;

b) l'attivo ereditario abbia un valore non superiore ad euro 25.822,84 e non comprenda beni immobili o diritti reali immobiliari. Tali requisiti devono risultare da apposita dichiarazione scritta del o dei beneficiari.

E' possibile presentare una denuncia di successione integrativa per correggere l'errore posto in essere nella dichiarazione principale. La dichiarazione integrativa va presentata quando occorre inserire nell'eredità altri beni, non dichiarati nella principale. Non è invece possibile modificare o inserire eredi o annullare beni presentati in dichiarazioni precedenti.
La presentazione della dichiarazione integrativa non impedirà a tua moglie di essere considerata erede pura e semplice.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.