Annullamento degli avvisi di rettifica Ici, riclassificazione catastale Agenzia del Territorio





Il Comune di N. sta emettendo per gli anni 2007/2008/2009 avvisi  di rettifica per differenza ICI dovuta su riclassamento fabbricati (  da A2 a A1). Allo stato tale riclassamento , annullato dalla Commissione Tributaria Regionale a seguito ricorso, è ancora pendente in quanto per l'Ufficio non sono ancora scaduti i termini di impugnativa.

Alla differenza dell'Ici è stata applicata la sanzione del 30%.

Quale condotta conviene attuare :
1) Chiedere l'annullamento degli avvisi di rettifica, in autotutela, e poi, nel caso di diniego, ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale per annullamento e in subordine la sospensione dell'avviso fino giudicato in corso di giudizio.
2) Se fosse possibile il pagamento delle sanzioni in misura ridotta, sempre se regolamentata, si può  proseguire con il ricorso per la sorte capitale?

Chiedo inoltre un Vs. consiglio se diverso da quello ipotizzato sopra anche in considerazione che un'ultima sentenza della Cassazione ha dato ragione all'Ufficio con rinvio alla Commissione Regionale.

- Il Comune di N. emette avvisi di rettifica Ici basati sulla riclassificazione catastale effettuata dall'Agenzia del Territorio.
- Il contenzioso in corso è con l'agenzia del Territorio che nonostante le decisioni , a suo sfavore, delle Commissioni sia Provinciale che Regionale ha messo in atto la nuova rendita catastale.
- L'Agenzia del Territorio ha ancora 3 mesi di tempo per appellarsi in Cassazione, termine lungo, questo perché non è stata notificata la sentenza di 01/2011.

- Ribadisco che gli accertamenti del Comune sono basati su una modifica di rendita catastale,  messi in atto dall'Agenzia del Territorio, cioè nella visura catastale vengono riportati le nuove rendite, anche se sono state annullate dalle Commissioni. - Con il Comune non è iniziata nessuna fase di contenzioso.

Spero nella chiarezza.
Cordiali saluti.



RISPOSTA



Ritengo innanzitutto che sia stato commesso un errore strategico, da parte dell'avvocato del contribuente che ha subito la riclassificazione catastale, da parte dell'agenzia del territorio: sarebbe stato assolutamente opportuno notificare la sentenza della commissione tributaria regionale, al fine di far decorrere il termine breve per l'impugnazione.
Al momento, mancando soli tre mesi alla scadenza del termine lungo per ricorrere in Cassazione, notificare la sentenza della commissione regionale all'agenzia del territorio, avrebbe un'utilità piuttosto esigua !!!

Per quanto riguarda gli accertamenti del comune, è opportuno chiedere l'annullamento in autotutela. ATTENZIONE: LA PRESENTAZIONE DELLA DOMANDA DI AUTOTUTELA NON SOSPENDE I TERMINI PER FARE RICORSO IN COMMISSIONE TRIBUTARIA PROVINCIALE CONTRO L'AVVISO DI ACCERTAMENTO DEL COMUNE.

Né il comune è obbligato a rispondere alla vostra domanda di autotutela con un diniego espresso, né il silenzio della PA è qualificabile come silenzio assenso.

Presentate quindi autotutela, senza perdere di vista i termini per presentare ricorso !!! Nel silenzio dell'ufficio-tributi del comune di N., il ricorso in commissione tributaria deve essere comunque presentato.
Conosco numerosi contribuenti che hanno lasciato scadere i termini per presentare ricorso in commissione tributaria, convinti che la domanda di autotutela sospendesse i termini per impugnare in via giudiziaria l'avviso di accertamento. Nella domanda di autotutela, è opportuno fare riferimento alla sentenza della commissione tributaria regionale che ha dato torto all'agenzia del territorio.

Per quanto riguarda la possibilità di beneficiare delle sanzioni in misura ridotta, proseguendo il contenzioso per la sorte capitale, dobbiamo fare riferimento al comma 4 dell'articolo 14 del testo unico in materia di ICI.

Art. 14 DECRETO LEGISLATIVO 30 DICEMBRE 1992, N. 504 . Sanzioni ed interessi.

1. Per l'omessa presentazione della dichiarazione o denuncia si applica la sanzione amministrativa dal cento al duecento per cento del tributo dovuto, con un minimo di lire centomila.
2. Se la dichiarazione o la denuncia sono infedeli si applica la sanzione amministrativa dal cinquanta al cento per cento della maggiore imposta dovuta.
3. Se l'omissione o l'errore attengono ad elementi non incidenti sull'ammontare dell'imposta, si applica la sanzione amministrativa da lire centomila a lire cinquecentomila. La stessa sanzione si applica per le violazioni concernenti la mancata esibizione o trasmissione di atti e documenti, ovvero per la mancata restituzione di questionari nei sessanta giorni dalla richiesta o per la loro mancata compilazione o compilazione incompleta o infedele.
4. Le sanzioni indicate nei commi 1 e 2 sono ridotte ad un quarto se, entro il termine per ricorrere alle commissioni tributarie, interviene adesione del contribuente con il pagamento del tributo, se dovuto, e della sanzione.

LE SANZIONI SONO RIDOTTE SOLTANTO IN CASO DI CONTESTUALE PAGAMENTO DEL TRIBUTO DOVUTO E DELLA SANZIONE RIDOTTA AD UN QUARTO.

Sempre a disposizione.

Cordiali saluti.