Scioglimento della comunione/comproprietà, mantenimento figlio minorenne





Io vivo a Milano ed ho acquistato nel mese di luglio 2010 un appartamento nel comune di Savona in comproprietà.
Sono residenti nell'appartamento: mio figlio di nove anni e la sua mamma (non siamo sposati e non abbiamo legami oltre al figlio).
Io sono proprietario della quota del 30% e la mamma di mio figlio della quota del 70%.
Mi trovo anche cointestastario di un mutuo a 20 anni insieme alla mamma di mio figlio.
Non essendoci le condizioni affinché io possa usufruire della mia quota dell'appartamento, intenzionalmente acquistata per vivere mio figlio senza spese aggiuntive, sarebbe mia intenzione vendere questo appartamento per acquistarne due di taglio più piccolo ed avere così i propri spazi.
Essendo mia intenzione avere meno legami possibili con questa persona, ho manifestato questa mia intenzione all'altro proprietario, ma non ho trovato la disponibilità.
La mia domanda é: posso richiedere la vendita forzata?

Grazie, cordiali saluti.



RISPOSTA



La risposta al tuo quesito è contenuta nell'articolo 1111 del codice civile, in materia di scioglimento della comunione/comproprietà. Sottolineo le parti più importanti della norma. Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; il tribunale può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri. Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido.

Art. 1111 del codice civile. Scioglimento della comunione.

Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione; l'autorità giudiziaria può stabilire una congrua dilazione, in ogni caso non superiore a cinque anni, se l'immediato scioglimento può pregiudicare gli interessi degli altri. Il patto di rimanere in comunione per un tempo non maggiore di dieci anni è valido e ha effetto anche per gli aventi causa dai partecipanti. Se è stato stipulato per un termine maggiore, questo si riduce a dieci anni.
Se gravi circostanze lo richiedono, l'autorità giudiziaria può ordinare lo scioglimento della comunione prima del tempo convenuto.


Hai diritto di chiedere la vendita forzata dell'appartamento al tribunale civile, ai sensi dell'articolo 1111 del codice civile. Il giudice tuttavia, con ogni probabilità, dilazionerà la vendita dell'immobile, per il periodo massimo di 5 anni, in ragione delle esigenze di tuo figlio minorenne.

Trascorso il periodo massimo di dilazione previsto dal suddetto articolo (5 anni), la mamma se vorrà evitare la vendita dell'immobile a terzi, dovrà acquistare la tua quota del 30%, alla luce del valore di mercato dell'immobile.

Tanto premesso, vendere l'immobile non ti consentirà di rompere ogni legame con la mamma di tuo figlio. Ella, in ragione della perdita dell'uso e della comproprietà dell'appartamento, potrebbe chiedere al tribunale dei minorenni, la condanna del padre, al pagamento del mantenimento mensile a favore del figlio minorenne (mantenimento che sarà versato alla stessa, in nome e per conto del figlio minorenne).

Per questo motivo, ti invito a considerare la vendita forzata dell'immobile, come un' “extrema ratio”, da porre in essere soltanto in mancanza di un bonario componimento della vertenza con la signora.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.