Incompatibilità del dipendente pubblico, iscrizione albo dei giornalisti elenco pubblicisti





Sono vincitrice del concorso indetto dal Ministero xxxxxxxxxxxx (categoria assistente amministrativo, fascia retributiva F3) e a giorni firmerò il contratto. Svolgo da alcuni anni una collaborazione con una rivista on line e nel mese di febbraio vorrei iscrivermi all'albo dei giornalisti, elenco pubblicisti. So che l'attività di collaborazione a riviste e simili rientra tra quelle consentite e per le quali non è necessaria l'autorizzazione da parte dell'Amministrazione. Per quanto riguarda la possibilità di iscrizione all'albo, l'unico riferimento normativo che ho reperito è una sentenza del TAR della Lombardia (sez. I, 12 dicembre 1986, n. 961: "L'attività di pubblicista può essere esercitata dai pubblici dipendenti") ma nulla di più recente. Non ho reperito invece alcuna informazione sull'eventuale limite alla retribuzione percepita per l'attività di collaborazione.
Ringrazio per l'attenzione



RISPOSTA



Per quanto riguarda le incompatibilità previste per il pubblico impiego, dobbiamo fare riferimento all'articolo 53 del relativo testo unico.

In base alla suddetta norma, possiamo distinguere tra attività assolutamente incompatibili, attività relativamente incompatibili ed attività compatibili tassativamente indicate dal legislatore.

1. Le attività assolutamente incompatibili.



Costituzione di altro rapporto di lavoro a carattere subordinato o autonomo, compreso l’esercizio delle libere professioni; cumulo di impieghi pubblici; effettuazione di attività commerciali, ivi compresa l’assunzione di cariche gestionali in società aventi scopo di lucro. Queste attività sono sempre vietate al pubblico dipendente; lo sono inderogabilmente, tant’è che un’eventuale autorizzazione al loro esercizio sarebbe del tutto illegittima, per palese contrasto con una norma imperativa di legge.

2. Le attività relativamente incompatibili.

Sono quelle che formano oggetto di incarichi retribuiti, salvo eccezioni previste dalla legge. Per la loro estraneità ai compiti e ai doveri d’ufficio, dette attività sono, in linea di principio, incompatibili con il rapporto di pubblico impiego. Tuttavia, questa incompatibilità può essere superata ogni qualvolta l’incarico relativo sia espressamente previsto o disciplinato dalla legge ovvero esplicitamente autorizzato dall'amministrazione di appartenenza.

3. Le attività compatibili.

Sono quelle fatte oggetto di incarichi gratuiti, nonché le attività, che, pur rientrando nell’ambito di un incarico retribuito, consistano in:

·collaborazione a giornali, riviste, enciclopedie e simili;
·utilizzazione economica da parte dell’autore o inventore di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
·partecipazione a convegni e seminari;
·incarichi per i quali è corrisposto il solo rimborso delle spese documentate;
·incarichi per lo svolgimento dei quali il dipendente è posto in posizione di aspettativa, di comando o di fuori ruolo;
·incarichi conferiti dalle organizzazioni sindacali a dipendenti presso le stesse distaccati o in aspettativa non retribuita. Queste attività sono sempre consentite, tant’è che la loro assoluta compatibilità con il rapporto di impiego pubblico le rende estranee a qualsiasi procedimento autorizzatorio.


L'attività di pubblicista, sebbene sia in linea di massima compatibile con lo status di impiegato pubblico, secondo la giurisprudenza amministrativa del TAR, rientra nelle attività relativamente incompatibili.

Se per collaborare con una rivista non devi chiedere alcuna autorizzazione al tuo datore di lavoro, trattandosi di un'attività compatibile, per iscriverti all'albo dei giornalisti ed esercitare un'attività retribuita, devi chiedere la relativa autorizzazione all'amministrazione di appartenenza (dopo avere superato il periodo di prova … è un consiglio che vorrei darti … ).

L'amministrazione di appartenenza non avrà motivo per negarti l'autorizzazione in quanto la tua attività di pubblicista non presenta situazioni di conflitto di interesse con il lavoro pubblico che dovrai svolgere.

Tanto premesso, alla luce dell’articolo 53 comma 6 del testo unico pubblico impiego, sei obbligata a chiedere l’autorizzazione all’ufficio del personale della tua amministrazione, per svolgere questa attività, in quanto “retribuita”.
RIBADISCO: la tua amministrazione di appartenenza potrebbe negarti l’autorizzazione a svolgere l’incarico, laddove dovesse rinvenire i profili di un eventuale conflitto di interessi. Dal contenuto della tua mail, mi sembra di capire che non possa configurasi, nella fattispecie “de quo”, alcun conflitto di interessi del dipendente pubblico.

Se dovessi svolgere questa attività nel 2011, non dimenticare di presentare la dichiarazione dei redditi (per l’anno 2011), esattamente nella prossima primavera. Avrai infatti due CUD, per un medesimo anno d’imposta, e quindi, con la dichiarazione dei redditi, dovrai provvedere a versare il conguaglio d'imposta.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.