Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità, riconoscimento figlio naturale





Buongiorno
la mia domanda è questa: UN FETO CONCEPITO FUORI DAL MATRIMONIO:
1. il padre può rifiutare di conoscerlo?
2. la madre può obbligare il padre a conoscerlo? 3. la madre può impedire al padre di conoscerlo?
4. se ce il dubbio che il bambino non sia il figlio naturale del padre cosa si puo' fare per avere la certezza?
grazie tante.



RISPOSTA



Innanzitutto una precisazione: un feto non può essere riconosciuto. Un feto, ai sensi di legge non è una persona fisica, un centro di imputazione di diritti ed obblighi.

Se e quando nascerà il bambino, il padre potrà rifiutare di riconoscerlo.
La mamma tuttavia, può esercitare, in tal caso, ai sensi dell'articolo 269 del codice civile, dinanzi al tribunale dei minorenni, l'azione per la dichiarazione giudiziale di paternità, nell'interesse del figlio minore, ai sensi dell'articolo 273 del codice civile.

Art. 269 del codice civile. Dichiarazione giudiziale di paternità e maternità.

La paternità e la maternità naturale possono essere giudizialmente dichiarate nei casi in cui il riconoscimento è ammesso.
La prova della paternità e della maternità può essere data con ogni mezzo.
La maternità è dimostrata provando la identità di colui che si pretende essere figlio e di colui che fu partorito dalla donna, la quale si assume essere madre.
La sola dichiarazione della madre e la sola esistenza di rapporti tra la madre e il preteso padre all'epoca del concepimento non costituiscono prova della paternità naturale.


Art. 273 del codice civile. Azione nell'interesse del minore o dell'interdetto.

L'azione per ottenere che sia giudizialmente dichiarata la paternità o la maternità naturale può essere promossa, nell'interesse del minore, dal genitore che esercita la potestà prevista dall'articolo 316 o dal tutore. Il tutore però deve chiedere l'autorizzazione del giudice, il quale può anche nominare un curatore speciale.
Occorre il consenso del figlio per promuovere o per proseguire l'azione se egli ha compiuto l'età di sedici anni.
Per l'interdetto l'azione può essere promossa dal tutore previa autorizzazione del giudice.

Il tribunale dei minorenni ordinerà al presunto padre di sottoporsi al Test del DNA, al fine di accertare la paternità. Il rifiuto da parte del padre, a sottoporsi al test del DNA (con prelievo del sangue) comporta in concreto, l'ammissione di paternità, per giurisprudenza consolidata (vedi ad esempio sentenza del tribunale dei minorenni di L'Aquila del 19/04/2007).

La madre non può impedire al padre di riconoscere il figlio; il figlio ha diritto di avere un padre ed una madre. Ha diritto di essere educato e mantenuto da un padre ed una madre !!!
Ai sensi dell'articolo 250, comma 4 del codice civile, la madre non può impedire il riconoscimento del padre, laddove questo comportamento non risponda all'interesse del figlio.

Rispondo alla tua ultima domanda.

Laddove dovesse esserci un dubbio sulla paternità, senza rivolgervi ad un avvocato, recatevi presso un centro specializzato per fare, in modo privato, un test del DNA. Se dal test risulterà la paternità, il padre riconoscerà il figlio con serenità e tranquillità.

Siamo a disposizione per ulteriori chiarimenti.

Cordiali saluti.

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